Nasce Young Digital Lab: un progetto di formazione sul social media marketing

1 Marzo 2010

È da qualche anno che di Social Media Marketing si parla moltissimo e nonostante questo è difficile, per chi non se ne occupa in prima persona, fare il punto della situazione o trovare dei punti di riferimento definitivi. Anche i sempre più numerosi eventi istituzionali dedicati a questi temi faticano a rispondere al diffuso bisogno di informazioni, limitandosi a presentare numeri e trend a giustificazione del social media marketing, ma senza entrare nello specifico del discorso: quali le strategie da utilizzare sul social Web, quali le differenze tra i singoli network, quali i principi del social media marketing e del marketing dell’ascolto.

Per questo motivo ho creato Young Digital Lab, un modello di formazione sul social media marketing dedicato alle aziende, e al tempo stesso un gruppo di giovani e conosciuti professionisti che operano in questo settore: gli Young Digitals!

YOUNG DIGITAL LAB è dunque un modello formativo dedicato alla comunicazione al tempo del Social Web, che nasce con l’obiettivo di aiutare le aziende a comprendere le opportunità che il Social Web offre e i cambiamenti che impone, attraverso lo sguardo e le parole di alcuni tra i giovani che più si stanno affermando nel panorama del web marketing italiano.

Young Digital Lab non rivolge la sua offerta direttamente alle aziende interessate al corso, ma alle agenzie di marketing e pubblicità che decidono di ospitarlo e di coinvolgere i propri clienti offrendo loro un programma di formazione completo sul marketing al tempo del Social Web.

Se il progetto vi interessa, potete anche seguirci su Facebook.

Michele Polico

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Strategie di Social Media Marketing

20 Gennaio 2010

Ogni giorno passo una parte del mio tempo a leggere blog sul Web marketing, sui social media o sul Web business, e per un’altra parte del tempo frequento i diversi social network – Twitter, FriendFeed, LinkedIn e Facebook, per citarne alcuni – in cerca di informazioni e opinioni interessanti su questi temi.

A volte mi accorgo che per quanto riguarda le strategie di Social Media Marketing vi è una certa convergenza di opinione, e mi metto nei panni dell’imprenditore o responsabile marketing che per la prima volta approccia a questi temi.

Che si tratti di piccole imprese o grandi, appare evidente che realizzare anche solo le basi di quello che viene generalmente proposto nei blog di settore – questo compreso – significa quanto meno investire una certa quantità di tempo delle persone interne o assumerne di nuove, coinvolgere e pagare degli esterni – agenzie, formatori, consulenti – e talvolta anche rivedere o stravolgere l’organizzazione interna.

Banalmente, aprire un blog e seguirlo, gestirlo, promuoverlo, frequentare Twitter, creare una Facebook Fan Page e rispondere ai commenti dei fan, realizzare strategie conversazionali e dunque conversare quotidianamente, offrire promozioni attraverso i social network, contest, monitorare ciò che viene detto e talvolta rispondere, intervenire alle discussioni su temi di interesse, tutto questo e molto altro è spesso troppo, di più di quello che molte aziende possono fare, visto che l’occupazione principale è quella di produrre beni o realizzare servizi.

Del resto, i tempi sono cambiati, e che ci si creda o meno il Web marketing sta sostituendo forme di comunicazione obsolete come la pubblicità concessa, pagata ed esternalizzata, e le aziende devono iniziare ad attrezzarsi se non vogliono rimetterci più avanti.

Ma come conciliare le nuove esigenze, possibilità e pericoli della comunicazione Web con la reale “economia” aziendale? Vediamo alcune strategie di social media marketing, alternative o complementari, che le aziende possono realizzare in base alle proprie risorse e al proprio tempo, e i diversi gradi di copertura possibili, attraverso questa semplificazione delle possibili soluzioni.

Strategia Presenzialista

L’azienda apre i suoi canali nel Web utilizzandoli in maniera scarsa. Più che una strategia è la realtà di molte aziende, che non riescono a fare di meglio. Può avere un senso quando non si possono dedicare risorse a questa attività e si vuole comunque lasciare una porta da cui ogni tanto sbirciare, senza per questo aspettarsi di ottenere alcun risultato specifico e stando attenti a non creare confusione, come purtroppo a volte avviene.

Strategia Editoriale

L’azienda produce già dei contenuti che inizia a veicolare attraverso il Social Web, o decide di iniziare a produrne con questo intento. La presenza sui social media è legata alla divulgazione di notizie, articoli e informazioni, e un obiettivo cui si tende è l’aumento della quantità di pubblico. I vantaggi di questa strategia sono legati alla visibilità, sui motori come sui siti, blog e forum del proprio settore, ma il tempo richiesto, se i contenuti vengono prodotti solo con questo fine, è molto elevato, e bisogna dedicare risorse alla promozione e visibilità.

Strategia Conversazionale

L’azienda interviene nei social media con l’intento di partecipare alle conversazioni e di creare valore per i propri clienti. Monitora ciò che viene detto su di lei e sui propri prodotti, interviene quando necessario, accoglie domande e risolve le critiche che le vengono mosse attraverso prevalentemente i social network aperti come Twitter. Con questo approccio instaura delle relazioni, fidelizza clienti e ne raggiunge di nuovi. Il problema più diffuso di chi utilizza questa strategia, lasciando stare i casi in cui si verifichino forti attacchi e critiche,  è che all’apertura sul Web non corrisponda un servizio coerente nell’offline.

Strategia Strutturale

L’azienda decide di utilizzare i social media non (soltanto) per creare la propria presenza, ma per abilitare le persone a condividere con il minor sforzo possibile la propria passione per il brand e a consigliarne l’utilizzo agli amici attraverso il proprio profilo su Facebook, su Twitter o il proprio blog. E’ il caso degli share e degli invita presenti nei siti Web, delle applicazioni per Facebook, dei widget embeddabili ed embeddati: soluzioni tecniche che utilizzano l’aspetto più interessante dei social media – le persone – per ottenere visibilità e guadagnarne in reputazione.

Strategia Analitica

L’azienda non utilizza in maniera attiva il Social Web ma ne sfrutta le conversazioni per trarne informazioni e spunti strategici, oltre che per migliorare i propri servizi e la propria comunicazione al di fuori degli ambienti sociali. Sono le aziende che pur non investendo in attività dirette, si rivolgono ad agenzie specializzate che offrono loro report dettagliati sulle conversazioni e consigli strategici derivanti da questi studi.

Strategia Virale

Il viral marketing è a mio avviso una strategia a sé stante rispetto a quelle di social media marketing, ma molto spesso viene citata in proposito. Si tratta in pratica di utilizzare i social media per diffondere – in qualsiasi modo – non un insieme di contenuti ma uno o pochi oggetti specifici, che in generale non riguardano l’azienda ma la richiamano in qualche forma. Più che un approccio strategico è creativo, che nel 99% dei casi mi sento di sconsigliare. L’1% eccezionale è riservato alle buone idee, quelle in grado di coinvolgere e incuriosire davvero.

Strategia Strisciante

Anche questa non riguarda propriamente il social media marketing ma è molto in voga tra gli amanti del buzz e  le agenzie di Web PR. L’azienda non utilizza i social network per creare una presenza ufficiale, ma per distribuire sotto mentite spoglie dei contenuti di rilevanza strategica. Nascono in questo modo i flog e i profili fake, le marchette nei blog e alcuni ambienti Internet un po’ ambigui, siti informativi creati con secondi fini e gruppi Facebook attraenti ma costruiti con l’intento unico di veicolare offerte o messaggi aziendali

Vediamo ora i diversi livelli di copertura.

Copertura Totale

E’ tipica di quando l’azienda assume per queste attività delle nuove risorse, preparate sui temi legati al social media marketing. Generalmente l’azienda appare in un giorno su tutti i principali network, lancia un annuncio attravero i canali istituzionali (sbarchiamo sui social media, ci apriamo alla conversazione ecc) e inizia la propria comunicazione partendo con una strategia conversazionale e integrandola in un secondo tempo con quella editoriale.

Copertura Selettiva

Avviene in genere in due casi: quando la presenza sui social media è guidata dalla moda o dal sentito dire, tipico e significativo il caso in cui l’azienda apre un gruppo ufficiale su Facebook anziché una Fan Page, o quando la scelta è guidata dall’agenzia esterna che ne valuta l’impegno in relazione alle risorse dell’azienda, e seleziona uno o due canali principali più adatti alle esigenze specifiche dell’azienda e dei suoi clienti.

Copertura Progressiva

E’ in generale la migliore alternativa di copertura, e avviene solitamente quando l’azienda viene affiancata con approcci formativi e di Web coaching. Il personale interno si misura a poco a poco con i social media, dedicandovi inizialmente poco tempo alla settimana. Li affronta con cautela e impara a gestirli, quando si sente a suo agio con il primo canale avvia il secondo, accrescendo giorno dopo giorno le proprie competenze e abilità e acquisendo una sempre maggiore autonomia gestionale.

Michele Polico

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Social Web ZeroDieci.

8 Gennaio 2010

Come giustamente scrive Domenico Nardone di socialmediamarketing.it, è realistico pensare che dopo aver passato il 2009 ad assimilare la teoria, molte aziende nel 2010 siano mature abbastanza da decidere di passare all’azione e aprirsi seriamente ai canali della social communication.

Ecco allora 10 consigli per le aziende che decidono di inserire finalmente il social Web nel proprio marketing!

PRIMO: PENSA AL TUO PUBBLICO!

Capita spesso che le aziende che approcciano per la prima volta ai social network pensino di poter/dover utilizzare la cosa per ottenerne un vantaggio di tipo massmediatico, come se la cosa fosse di per sé notiziabile e spendibile da uffici stampa e pr. No. Pensa solo ai tuoi fan e follower, pensa al canale che stai presidiando, pensa alla qualità e al servizio che offri!

SECONDO: UN CANALE ALLA VOLTA, PER FAVORE!

Una volta impiegati mesi per decidere se avviare attività di social media marketing o meno, molte aziende tendono a buttarsi con la rincorsa. Blog, Facebook, Twitter, YouTube e chi più ne ha più ne metta. Ricerche in archivio per trovare contenuti, foto, video. No. Parti con un canale, impara a gestirlo al meglio, sondane le reazioni. Se lo fai con calma viene meglio!

TERZO: NON CHIEDERTI SE SONO TANTE O POCHE!

Il dubbio che affligge le aziende incerte è questo: e se poi ci fossero pochi fan? Farei brutta figura? No. E comunque le brutte figure ogni tanto servono anche a riflettere. Sui social media i numeri contano, ma vanno visti in maniera un po’ meno grossolana. Il tanto e il poco non esiste!

QUARTO: INVESTI SULLE PERSONE!

I social network sono gratis, ma non aprirli tanto per vedere come va. Hai bisogno di persone che le gestiscano al meglio, devi comprare la formazione per i tuoi dipendenti, prevedere delle ore per queste attività. Non investire comprando l’advertising per comunicare i tuoi canali, se li uccidi sottovalutandone l’impegno.

QUINTO: ORGANIZZATI!

Non c’è niente di peggio che fare una domanda in una Facebook Page, e ricevere risposta dopo giorni, con un link al sito ufficiale, “dove trovi tutte le informazioni che volevi”. Organizza la tua azienda in modo che chi si occupa dei social network sappia dove trovare le informazioni, scegli un referente per settore. Questo fallo prima di iniziare!

SESTO: TIENI UN PROFILO BASSO!

Sei sui social network per ascoltare e prestare un servizio alle persone. Non esagerare con la quantità, non esagerare con i toni. Se condividi un link, spendi qualche parola per spiegare cosa sia. Se vuoi comunicare una informazione, utilizza un link.

SETTIMO: DEFINISCI PERCORSI INTEGRATI!

Definisci dei percorsi per le informazioni che vuoi comunicare. Definisci degli spazi dedicati a tipi di contenuto diversi. C’è una bella soluzione che permette di condividere quello che scrivi nella Facebook Page direttamente sul tuo canale Twitter. Non usarla per forza!

NON FORZARE PERCORSI PREDEFINITI: OTTO!

Non è detto che il percorso che hai scelto vada bene sempre e comunque, preparati a cambiarlo. Preparati a cancellare una informazione che non va bene in un canale. Non insistere con il chiedere di seguire un link solo perché hai previsto che il percorso era quello. Ognuno si crea il suo percorso, le persone hanno l’abitudine di farlo.

NOVE: DIVENTA ADATTIVO!

Sii flessibile. Se qualcosa non va, cambiala senza problemi. Non usare un piano d’azione scritto 6 mesi fa, la Rete è cambiata da allora, ci sono cose nuove. Adattati a queste, e adatta ogni cosa alle tue esigenze. Non ci sono cose che devi fare o non fare, a parte chiederti il perché delle cose.

ULTIMO? AFFIDATI A PROFESSIONISTI!

I social network sono semplici da usare e puoi farlo da te? OK.

Michele Polico

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Integrare i social network con il sito Web

21 Dicembre 2009

Una delle decisioni che le aziende presenti nei social network devono prendere riguarda la possibile integrazione di questi con il sito Web o con il blog. Vediamo alcune possibilità a disposizione.

Se avete creato una Facebook Fan Page e volete che questa sia visibile nel sito una buona soluzione è quella di inserire un Riquadro dei Fan, ovvero un piccolo box che visualizza le foto di alcuni fan e gli ultimi aggiornamenti della pagina, e che consente di diventare fan direttamente dal sito.

Non va dimenticato anche di rendere disponibile il sito dalla Pagina Facebook: inserite i link negli spazi adeguati e se disponibile un blog o una sezione news integrate l’rss nella pagina. L’applicazione migliore è NetworkedBlogs.

Nel caso di Twitter, nel sito Web potete inserire il widget che trovate qua, che raccoglie i vostri ultimi tweet. Una alternativa interessante è quella di inserire gli ultimi tweet di chiunque vi citi, trovate il widget qua.

Anche FriendFeed mette a disposizione dei badge perssonalizzabili da inserire nel sito. Chiaramente, non esagerate con i widget e inserite solo quelli che ritenete oppotuni, a meno che non creiate una sezione apposita del sito per la vostra presenza nei social network, alternativa sempre più utilizzata  ormai.

YouTube ha pensato di consentire la creazione di una barra video interattiva davvero ben realizzata, mentre per quanto riguarda Flickr una buona soluzione è la condivisione di uno slideshow (aprite la visualizzazione slideshow dell’album o del set che volete condividere, e poi cliccate in alto a destra su Condividi).

Ovviamente le soluzioni non si limitano a queste e si possono studiare e sviluppare soluzioni ad hoc per ogni tipo di esigenza.

Una alternativa interessante e semplice da implementare è quella di creare una pagina ad hoc in cui inserire qualcosa di simile a questo, della grandezza adeguata, per Facebook come per gli altri social network: in questo modo l’utente può fruire il social network direttamente dal vostro sito.

Non bisogna infine dimenticare di rendere semplice alle persone la condivisione dei propri contenuti nei diversi social network: farlo è semplice, basta inserire bottoni appositi come Facebook Share oppure utilizzare servizi che permettono la condivisione su molti siti come ad esempio ShareThis, AddThis o AddToAny.

Michele Polico

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Il mio libro: Twitter Marketing in 140 Tweet

4 Dicembre 2009

Finalmente è disponibile il mio libro su TWITTER: per ora l’ebook, il cartaceo è già preordinabile e sarà disponibile tra un paio di settimane.

Si tratta di una guida veloce, scritta nella forma stessa di Twitter: 140 frasi lunghe 140 caratteri per attraversare il tema del Twitter marketing partendo dalle basi di Twitter e delle sue funzioni, e andando poi ad approfondire le logiche di comunicazione aziendale sottese allo strumento e ad illustrarne alcuni casi di successo.

Un libro che vuole anche dimostrare quanto la forma concisa e a volte sottovalutata di Twitter permetta in realtà di comunicare, andando dritti al punto della questione e permettendo di trasferire l’informazione e la conoscenza in maniera veloce.

La guida ospita con orgoglio 14 tweet scritti appositamente da esperti italiani di comunicazione e Web che hanno deciso di partecipare e contribuire al progetto, e che trovate in questa Twitter List!

Michele Polico

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