Un social network dalla struttura debole

12 dicembre 2008

Nell’ultimo periodo in Rete si è parlato molto di drop.io, un servizio 2.0 lanciato circa un anno fa che definire storage o file sharing appare limitato.

Drop.io è un servizio che permette di condividere qualsiasi file (fino a 100 M nella versione free) in maniera privata: basta scegliere un indirizzo tipo drop.io/nomescelto e caricare i file: per condividerli basta inviare la URL del proprio drop alle persone cui si vogliono mostrare i file, e per maggior sicurezza è possibile anche proteggerlo con password. Solo attraverso la URL esatta e la password sarà possibile accedere ai drop, che saranno completamente invisibili ai motori di ricerca. Inoltre i drop hanno una durata limitata nel tempo che si può stabilire a seconda delle esigenze, da “un giorno da adesso” per annullare il margine di rischio già minimo che un file privato venga intercettato fino a “un anno dall’ultima visualizzazione” per documenti che ha senso mantenere nel tempo. Fino a quando il drop non verrà eliminato sarà possibile aggiungere nuovi file, note o link, così come permettere che altri ne aggiungano. Drop.io inoltre non richiede registrazione né indirizzi e-mail (ma è possibile ricevere le notifiche via mail, come pure via RSS, sms, twitter o facebook) e anche inviare nuovi file al drop via mail all’indirizzo nomedrop@drop.io). Inoltre si possono modificare in qualsiasi momento le caratteristiche dei propri drop, eliminarli e visualizzare il numero degli accessi! Infine, drop.io consente di impostare una cifra che i visitatori devono pagare ogni volta che desiderano accedere al drop, oppure una fee che gli consenta di visitarlo per un certo periodo di tempo!

Interessanti e particolari sono gli utilizzi che di drop.io si possono fare: attualmente ci sono gruppi di preghiera o agricoltori che lo utilizzano per scopi puramente privati, ma ci sono drop anche molto noti come Daily Source Code di Adam Curry, il quale lo utilizza per ricevere feedback e raccogliere materiale dai suoi ascoltatori. Per saperne di più guardate questa video intervista a Sam Lassin, CEO di drop.io, realizzata da Robin Good su drop.io.

A livello aziendale invece gli utilizzi che si possono fare di drop.io sono diversi: dall’internal marketing fino ad arrivare alla progettazione di qualche azione di marketing virale drop-based!

Vi consiglio di leggere anche l’analisi molto interessante di Roldano De Persio su drop.io, che arriva a considerare drop.io come l’anti-facebook: un social network dalla struttura debolissima ma con utenti che hanno legami forti tra loro, a differenza di Facebook che ha una struttura forte ma i cui utenti hanno legami più deboli!

Michele Polico

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