Le persone non hanno tempo, le persone non hanno voglia!

15 maggio 2009

Il titolo di questo post dovrebbe essere compreso dalle aziende e dai marketers che intendono avviare progetti di comunicazione, non soltanto con i social media. Come dicono benissimo anche i miei amici di socialmediamarketing.it,

i grandi flussi comunicativi presenti nei social network come Twitter, Facebook e MySpace rubano molto tempo all’utente che, tra aggiornamenti di status, messaggi in bacheca, posta ricevuta, feeds e varie notizie provenienti dalla Rete, non hanno tempo materiale per leggere i messaggi di chi desidera promuovere la propria attività con il social media marketing.

Siamo insomma tutti talmente sommersi di input e richieste di qualsiasi tipo che il tempo e l’attenzione dedicati ad ogni nuova informazione sono estremamente limitati. E con il fenomeno emergente del real time Web saranno sempre più ridotti.

Basti pensare a FriendFeed, esempio per eccellenza di real time Web, in cui il tempo per decidere se approfondire ogni nuovo contenuto che appare è di poche frazioni di secondo.

Questa caratteristica del Web e più in generale del mondo attuale non significa però che le attività che una azienda decide di svolgere siano per forza inutili, ma offre delle chiare indicazioni su quale dovrebbe essere il modo corretto per comunicare sul Web: tanto ascolto, molte risposte a domande, comunicazioni brevi, utili o divertenti.

I contenuti che le aziende producono, e magari distribuiscono via Facebook, Twitter o FriendFeed, devono essere diretti e andare al punto, far comprendere subito l’oggetto. I percorsi di navigazione dovrebbero consentire di accedere a qualsiasi informazione in pochi clic, perché ogni clic aumenta lo sforzo delle persone e riduce la possibiltà che decidano di proseguire verso quella strada. I siti devono caricare velocemente.

Non fate perdere tempo a chi ha deciso di seguirvi, perché oltre a voi sta seguendo un intero flusso di informazioni provenienti da centinaia di fonti. Siate concisi, in questo Twitter può insegnare molto, e inserite link per gli approfondimenti. Non chiedete di svolgere attività e cercate di ridurre qualsiasi complessità.

real time web e attenzione

fonte dell’immagine

Michele Polico

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9 Commenti a “Le persone non hanno tempo, le persone non hanno voglia!”

  1. camilla Scrive:

    Perfettamente d’accordo, mi vengono in mente a questo proposito tutte le “comunity aziendali” che si fanno dove è richiesto log-in, registrazione, compilazione di form, invio di mail di autenticazione. password di almeno 8 caratteri, ricordarsi l’ennesimo nome utente…chi ha il tempo e la voglia di registrarsi per aver il consiglio della nutrizionista? Pigliate la nutrizionista e mettetela su fb a rispondere alle domande su una pagina dedicata, vedrete come aumenteranno le interazioni….

  2. TourMarketing Scrive:

    Questa è una grande verità.
    La buona comunicazione, elemento fondamentale per un’azienda, non è spesso ottimale come dovrebbe.

    Io stesso a volte mi son perso tra le righe di notizie aziendali magari anche utili, ma trasmesse in modo poco efficace.
    Fai benissimo a tirare in ballo l’efficienza della comunicazione utile, breve, curiosa, divertente. Questa è una delle regole basi diciamo, per recapitare il messaggio in maniera immediata. E’ un sistema per lasciare un segno nel destinatario.
    L’esempio del video che hai riportato ne è la dimostrazione.

    Al di là delle tecniche di comunicazione comunque, farei sempre ben presente, che quando si comunica qualcosa a qualcuno, bisogna farlo cercando di tenere ben presente a chi ci si rivolge. Evitare i tecnicismi del settore, e usare parole più dirette e immediate. Spesso è questo quello che manca: “entrare nella mente di chi ci ascolta”.

    Ok basta, quando scrivo qui divento sempre logorroico.
    Ciao Michele, alla prossima.

    PS= ieri ho rotto il ghiaccio, e adesso commento ;)

  3. rocco a. Scrive:

    Concordo, anche se SECONDO ME, ci sono delle soluzioni alternative che percorrono strade non convenzionali.
    cioè far passare la comunicazione aziendale in modo virale, far partire il messaggio dal basso e fare in modo che si diffonda con il passaparola.
    ormai siamo tutti stanchi di messaggi promozionali, ne sentiamo la puzza da due kilometri di distanza e cerchiamo di evitarli…finalmente l’hanno capito anche le grandi aziende che fanno sempre più uso di tecniche non convenzionali per la cuminicazione aziendale, i risultati ovviamente sono convenzionali!

  4. Michele Polico Scrive:

    Grazie a tutti del commento!

    Camilla, ottimo esempio le community aziendali e i form di iscrizione. Già l’accesso con Facebook Connect o OpenId ridurrebbe i tempi e gli sforzi, e in ogni caso sono perfettamente d’accordo sul fatto che, in generale, sia meglio scendere in piazza (anche), piuttosto che far venire sempre tutti a casa propria.

    Danilo, perfetto il discorso di tenere a mente a chi ci si rivolge, di rispondere alle sue esigenze. Spesso la comunicazione e gli stessi processi sono standardizzati su procedure aziendali rigide.

    Rocco, io non credo che il problema principale sia se la comunicazione arriva da una azienda o da un amico.. in ognuno dei due casi una persona decide di leggere (o guardare, ascoltare..) solo se interessato, ed è la progettazione a monte del messaggio aziendale che deve seguire certe regole. Prendi il caso delle pagine Facebook, molti di noi sono fan di aziende che magari ci piacciono, ma quando veicolano informazioni tramite status o aggiornamenti non sempre li leggiamo. La stessa cosa per le newsletter, i post, i video.

  5. Riccardo Esposito Scrive:

    Forma asciutta e contenuti sostanziosi: questa secondo me è la ricetta per un buon web marketing. Ultimamente mi sono interessato ai microcontenuti di Nielsen e su come debbano essere sempre collegati con i contenuti principali!

  6. rocco auriti Scrive:

    @michele
    è ovvio che questa è una società caratterizzata dall’overload comunicativo!
    la mole di informazioni e comunicazioni sono tali per cui molto spesso passano inosservate, in quanto (questa massa di informazione) non può essere processata dal cervello umano (limitato).

    la domanda è: Facebook è un contenitore in cui far passare comunicazioni aziendali?

    la mia risposta è semplice! no! Google è riuscita a tirar dentro molte aziende, facebook no! è molto strano, essendo il target di facebook molto segmentato la comunicazione sarebbe mirata, ma le aziende non sono attratte e continuano ad investire sui pay per click di google.

    pagine di facebook aziendali??? non so quanto possano funzionare. mi arrivano talmente tanti inviti a gruppi e eventi che ormai li cancello senza nemmeno guardarli, al di là dei contenuti!
    è ovvio che non sono rappresentativo del campione.

    detto questo vi dico che molto presto ci proverò…proverò a fare una pagina commerciale su FB!
    vi farò sapere!

    buon lunedi a tutti ;-) (speriamo che venerdi arrivi presto).

  7. Michele Polico Scrive:

    @ riccardo, sono curioso, dimmi un po di più sui microcontenuti di Nielsen..

    @ rocco, mi pare che i nostri punti di vista siano inconciliabili. Non credo che un buono strumento di marketing si valuti in base a dove la maggior parte delle aziende investe (a proposito, hai dei dati a conferma della tua tesi? io ho visto moltissime piccole aziende avvicinarsi al Web marketing proprio con Facebook)
    Per il resto, io credo che invece sì, Facebook è un ottimo veicolo di comunicazioni aziendali, con caratteristiche non paragonabili a quelle di AdWords, e le pagine aziendali sono un ottimo strumento di presenza e relazione. Si tratta di canali giovani, ancora poco conosciuti per le effettive caratteristiche e possibilità, ma che se utilizzate correttamente possono rispondere ad esigenze concrete!

  8. rocco auriti Scrive:

    si si hai ragione…ma ho più punti di vista e vale la pena tentare di percorrere il canale più appropriato che si ha a disposizione.
    per questo progetto al quale sto lavorando, facebook potrebbe funzionare, infatti lo userò, poi ti farò sapere.

    CREDO che occorra un pò di elestacità mentale e non commettere l’errore di fermarsi su un’idea o approccio, non esiste un orientamento al merketing unico ed inconfutabile. esiste solo il marketing che funziona…al di là dei punti di vista!

    ciao a tutti!

  9. Riccardo Esposito Scrive:

    Tutto racchiuso qui – http://mysocialweb.wordpress.com/2009/05/16/come-jakob-nielsen-ottimizza-i-microcontenuti/

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