Iran e social network
Credo che capire il modello di produzione e distribuzione dei contenuti offerto dalla Rete sia alla base della comprensione dei modelli di comunicazione che da mesi propongo in questo blog.
In questo periodo si parla molto dell’effetto dei social network sulla situazione politica iraniana: Twitter è diventato talmente importante che Mousavi, leader dell’opposizione iraniana, ha chiesto di non bloccare il servizio per la manutenzione programmata, appello accolto dai gestori di Twitter che hanno spostato la manutenzione.

Anche Facebook si è attivato in favore dell’Iran provvedendo rapidamente, grazie all’aiuto di 400 collaboratori, a fornire il proprio servizio in lingua persiana per favorire la diffusione di notizie e di immagini, come questo video (davvero forte, pensateci prima di guardarlo) ospitato su YouTube e diffuso grazie alle condivisioni di molte persone su Facebook.
La presenza degli iraniani nei social network è ostacolata dal tentativo di censura del governo iraniano: FriendFeed è stato ampiamente bloccato ed è notizia di ieri la vendita all’Iran compiuta da Nokia e Siemens di un sistema di monitoraggio-spia in grado addirittura di modificare i contenuti prodotti dalle persone.
Ho dato vita a un tumblelog sul tema “Iran e social network” in cui voglio raccogliere opinioni interessanti sul tema e le notizie principali.
Michele Polico


