Far crescere i fan di una Facebook Page

10 settembre 2009

Far crescere i fan su Facebook è un obiettivo che molte aziende si pongono, quasi fosse la quantità di pubblico il senso stesso della presenza su Facebook. Per questo scopo ci sono società specializzate nella vendita di fan, come di amici o di followers su Twitter.

In realtà fare marketing su Facebook è una attività più seria e complessa di questa, e chi consiglia l’azienda dovrebbe innanzitutto formare e far capire quale debba essere il giusto approccio.

Le modalità con cui conviene far crescere il numero di fan dipende principalmente da due fattori: la notorietà e apprezzamento del brand, e la quantità di risorse temporali investite.

Estremizzando le situazioni possibili, le pagine fan possono essere di 4 tipi:

tipologie di pagine facebook

VETRINA: una azienda poco conosciuta che non intende investire risorse nella pagina, creerà un profilo solo per essere presente, e non deve in alcun modo cercare di accrescere il numero di fan. In realtà potrebbe spesso anche evitare di creare la pagina.

PALLONCINO: è il caso di una azienda piccola ma molto nota, che decide di aprirsi al proprio pubblico ma non ha risorse da investire,  e il pericolo principale è quello che i fan crescano e interagiscano troppo. Nella pagina possono interagire pochi per volta perché se entra troppa aria rischia di scoppiare.

In questo caso è bene che la pagina cresca in sordina, e che il consulente/agenzia collabori attivamente alla gestione della pagina in modo da ottimizzare i tempi e le interazioni con le persone. Le persone dell’azienda che seguono la pagina generalmente hanno altri ruoli principali, e devono essere seguiti e formati con calma.

Una volta deciso di investire maggiori risorse far crescere la pagina sarà molto semplice. In particolare si potranno integrare i fan di pagine non ufficiali nella propria facendo la richiesta a Facebook (in genere aziende note hanno diverse pagine non ufficiali), inserire l’icona di Facebook o un widget nel sito, annunciare la propria presenza nella comunicazione istituzionale (stando attenti alle brutte figure) e lavorare sulla viralità dei contenuti. In questo modo il profilo si trasformerà da palloncino in festa!

facebook

FESTA: una azienda conosciuta che abbia molte risorse da investire nella gestione della pagina è in una situazione ottimale per aumentare la propria awareness e la propria reputazione, oltre che per cogliere nuove occasioni di business e feedback dall’interazione con le persone. Far crescere il numero di fan in questo caso non sarà un problema e può essere un obiettivo da porsi già da subito, a fianco di altri più qualitativi.

Oltre ai metodi suggeriti per le pagine palloncino, si può utilizzare Facebook Ads e integrare la presenza in Facebook con una comunicazione a 360° sui social network, in grado da amplificare ulteriormente la risonanza della pagina. Qualsiasi azione contribuirà comunque alla sua crescita.

ESCA: aziende poco conosciute che desiderano investire in Facebook per aumentare l’awareness devono puntare prevalentemente su Facebook Ads e su meccanismi di diffusione virale, per lo più incentivata, come concorsi e premi. In questo modo grazie al profilo pubblico sarà possibile farsi conoscere da persone interessate.

Michele Polico

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Attenzione!

31 agosto 2009

Le aziende presenti nei social media aumentano, e aumenta anche la quantità di comunicazione presente in Rete. Di fronte a questa abbondanza il tempo a disposizione delle persone per seguire le aziende di interesse diventa sempre più scarso, e impone scelte e sacrifici.

aziende nei social media

fonte dell’immagine

L’obiettivo della presenza nei social media è dunque fare in modo che le persone decidano di prestare attenzione alle comunicazioni nel lungo periodo, diventando fan su Facebook, iscrivendosi al feed del blog, seguendo su Twitter e FriendFeed gli aggiornamenti. È una decisione che dipende dall’utilità di queste comunicazioni, dal modo in cui vengono poste, dalla loro brevità.

Come ben spiega Maurizio Goetz, è l’opportunity to get noticed la sfida che le aziende devono porsi, che rispetto alla classica opportunity to see dipende meno dai budget investiti e sempre più dalla qualità delle interazioni. L’opportunity to get noticed “riguarda l’opportunità di essere scelti in rete un intervallo di tempo ragionevolmente lungo, fra diverse opzioni alternative. Significa essere inseriti fra i preferiti e non ci sono trucchi che tengano, è il risultato di tanto lavoro ed impegno”.

La comunicazione delle aziende deve dunque risolvere problemi e risparmiare tempo, venire al dunque, parlare sempre meno per slogan e sempre più come le persone, essere meno creativa e più strategica. Il social media marketing non è solo decidere di partecipare e scegliere gli ambienti sociali più adatti, ma è guadagnare attenzione: è questo l’obiettivo!

Michele Polico

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Netlog Brand Page: i profili dedicati alle aziende su Netlog

13 luglio 2009

Netlog è un social network dedicato ai giovanissimi che conta oltre 40 milioni di iscritti e più di 25 versioni localizzate per lingua. Esso offre alle aziende molte opportunità, tra cui il display advertising gestito da Yahoo!, il self service advertising attivabile da qua, lo sviluppo di applicazioni in linea con le API Open Social di Google e la creazione di una brand page: vediamo le principali caratteristiche e funzioni di un profilo aziendale su Netlog!

netlog

Innanzitutto, attraverso una brand page le aziende possono entrare in contatto con le persotne. Queste ultime possono infatti aggiungere i brand alla lista degli amici, ricevendo in questo modo notifiche e aggiornamenti, copiare la grafica della brand page (è questo un aspetto molto interessante che approfondiremo) e interagire con il brand attraverso i commenti, il guestbook, messaggi privati e sondaggi.

Le principali informazioni che una azienda può inserire nel profilo sono il logo e una tagline, una descrizione, un link a un sito esterno, il nome con il quale sarà visualizzato che può essere diverso dalla url scelta.

Per quanto riguarda l’aspetto grafico, è possibile e consigliato creare una skin personalizzata per la pagina della propria azienda (Netlog stesso si offre di crearne appositamente per chi lo desiderasse). Un aspetto davvero interessante è che le persone possono utilizzare le skin delle aziende e inserirle nel proprio profilo, aumentando la visibilità delle aziende e creando un vero e proprio effetto virale: cliccando nell’header dello skin di una azienda in un profilo personale si viene infatti rediretti automaticamente alla brand page.

Oltre a questo, nel profilo aziendale è possibile inserire foto, video, musica, testo, eventi, link, feed e HTML in piccoli box o anche nell’header e nel footer.

Per l’interazione Netlog offre alle aziende diversi strumenti, tra cui un blog, che può essere utilizzato direttamente oppure integrato via feed con un blog presente all’esterno e che consente di inviare una notifica agli amici per ogni nuovo post, un guestbook nel quale gli amici possono lasciare commenti, un box per sondaggi testuali o fotografici, gli urli, gli scoop, ovvero un box che alterna ogni pochi secondi delle frasi inserite dall’azienda, e la messaggistica privata.

Una caratteristica particolare di Netlog è che, per pubblicare un profilo aziendale ma anche una applicazione, bisogna contattare lo staff che deve dare l’approvazione: in questo modo il social network previene azioni di spamming e abusi largamente presenti invece su Facebook.

Gli amministratori possono invece decidere a chi permettere e a chi negare di visualizzare il proprio profilo o alcune sue parti, e inoltre creare una black list in cui aggiungere le persone cui non si vuole permettere l’accesso al profilo.

Prossimamente approfondiremo altri aspetti legati al mondo di Netlog!

Michele Polico

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Organizzare la gestione dei social media in azienda

30 giugno 2009

Uno dei problemi costanti nell’avvio delle attività di social media marketing di ogni azienda è legato all’organizzazione e alla definizione delle personalità e funzioni interne cui affidare questi compiti. Le aziende, abituate un tempo a esternalizzare quasi completamente la comunicazione, si trovano oggi a dover predisporre una struttura interna in grado di affrontare tutta una serie di problematiche legate ai nuovi modelli proposti dai consulenti di Web marketing e imposti dall’evoluzione della tecnologia e della società.

Soprattutto per piccole e medie realtà, i dipendenti sono spesso oberati di lavoro al punto che ipotizzare un loro utilizzo per questi compiti presuppone una importante ridefinizione dei processi e della struttura aziendale, cui va aggiunta spesso la mancata comprensione dell’importanza di questa attività da parte dei singoli individui.

Forrester propone una interessante sintesi per la quale le aziende organizzano il loro approccio ai social media in tre diversi modi: distribuito, in cui ogni gruppo aziendale può creare un proprio programma attorno ai social media senza che vi sia un approccio aziendale integrato, centralizzato, in cui un solo gruppo o una sola persona all’interno dell’azienda si occupa di queste attività,  e trasversale, caso in cui viene creato un gruppo interfunzionale che si occupa del social media marketing.

social media e organizzazione interna

In accordo con Forrester, l’approccio generalmente consigliabile oltre che il più frequente è quest’ultimo, anche se non è possibile definire una organizzazione che vada bene per tutte le realtà e per tutte le strategie editoriali, relazionali e di ascolto.

In ogni caso, è importante rendere il meno burocratico possibile il processo di interazione, che deve rispondere ai tempi della Rete, e quindi lasciare la massima libertà di azione, all’interno di regole predefinite e condivise, a chi deve interagire con le persone.

Michele Polico

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Iran e social network

23 giugno 2009

Credo che capire il modello di produzione e distribuzione dei contenuti offerto dalla Rete sia alla base della comprensione dei modelli di comunicazione che da mesi propongo in questo blog.

In questo periodo si parla molto dell’effetto dei social network sulla situazione politica iraniana: Twitter è diventato talmente importante che Mousavi, leader dell’opposizione iraniana, ha chiesto di non bloccare il servizio per la manutenzione programmata, appello accolto dai gestori di Twitter che hanno spostato la manutenzione.

twitter: mousavi chiede di non bloccare il servizio

Anche Facebook si è attivato in favore dell’Iran provvedendo rapidamente, grazie all’aiuto di 400 collaboratori, a fornire il proprio servizio in lingua persiana per favorire la diffusione di notizie e di immagini, come questo video (davvero forte, pensateci prima di guardarlo) ospitato su YouTube e diffuso grazie alle condivisioni di molte persone su Facebook.

La presenza degli iraniani nei social network è ostacolata dal tentativo di censura del governo iraniano: FriendFeed è stato ampiamente bloccato ed è notizia di ieri la vendita all’Iran compiuta da Nokia e Siemens di un sistema di monitoraggio-spia in grado addirittura di modificare i contenuti prodotti dalle persone.

Ho dato vita a un tumblelog sul tema “Iran e social network” in cui voglio raccogliere opinioni interessanti sul tema e le notizie principali.

Michele Polico

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