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Social Media Marketing

martedì, 9 dicembre 2008
9 dicembre 2008

Abbiamo già visto cosa sono i social media e quali cambiamenti stanno portando nel modo di concepire il marketing online, ma proviamo a vedere le cose con un po’ più di ordine!

facciamo ordine nel social media marketing

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Innanzitutto: perché è così importante fare social media marketing??

Fare marketing oggi senza agire sui social media significa perdere il controllo sulla propria reputazione: paradossalmente, per quanto uno dei principi del social media marketing è to lose control, la vera perdita di controllo si ha quando non lo si fa! La perdita di controllo consapevole del marketing 2.0 consiste infatti nel lasciare agli utenti la possibilità di creare contenuti legati all’immagine della propria azienda e di condividere (e anche modificare) i contenuti e i significati che l’azienda stessa crea, monitorando quello che viene detto e fatto, accettandolo il più possibile e interagendo con le persone. Non immergersi nel flusso dei media sociali significa invece soltanto non sapere se e cosa viene detto dell’azienda, e quindi creare il proprio marketing sugli altri canali senza conoscere la propria reputazione reale.

Oltre alla perdita di controllo sulla propria reputazione, non fare social media marketing significa non comunicare con una buona fetta della popolazione – quella giovane, che la tv non la guarda e dei siti istituzionali non ne vuole sapere perché vuole stare su Facebook, Messenger e YouTube. Anche per quanto riguarda il sito, il social media marketing è infine un ottimo modo per posizionare il proprio sito.

Fare social media marketing è inoltre indispensabile perché è l’unico tipo di marketing che agisce veramente sulla vostra credibilità e non soltanto a livello di awareness!

social media marketing

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Ma cosa bisogna fare?

ASCOLTARE è la cosa più importante: all’inizio dovrete fare una grande ricerca di partenza per capire chi parla di voi, cosa dice, perché e dove, quali sono gli ambienti Internet più importanti per il vostro mercato e per i vostri clienti. Il materiale potrà essere moltissimo come non essercene, in entrambi i casi bisognerà trarne degli spunti strategici. Dopo questa prima grande ricerca dovrete tenervi sempre aggiornati su quanto viene detto (leggete la guida al marketing dell’ascolto).

ACCETTARE quello che si dice della vostra azienda significa capire che se qualcuno parla male di voi c’è una ragione, e la cosa migliore non è cercare di censurare o nascondere perché non riuscirete, ma è capirne il motivo e migliorarsi: provare a relazionarsi e spiegarsi onestamente con chi si lamenta di voi è un primo passo. Se non siete disposti ad accettare, è meglio che evitiate anche di ascoltare. Ecco cosa è successo a chi ha ascoltato ma non ha accettato!

RISPONDERE quando siete chiamati in causa è la premessa per costruirvi una buona reputazione! Rispondere significa non soltanto replicare quando viene detto qualcosa di sbagliato o falso su di voi, ma anche intervenire per segnalare contenuti interessanti da voi o da altri prodotti che possono integrare una discussione, e infine rispondere alle domande su di voi che vengono poste a voi in particolare ma anche in generale nei forum.

CREARE contenuti di interesse per i vostri clienti e informazioni che vi riguardano significa non soltanto curare al massimo i testi del vostro sito e del vostro blog ma anche creare video, foto e contenuti multimediali in genere.  Potete aprire una canale su YouTube, una televisone vera su Mogulus e un account su Flickr. Potete comunicare anche con Twitter e una buona idea è curare la vostra voce su Wikipedia.

CONDIVIDERE i contenuti che avete creato e lasciare agli altri la libertà di condividerli, utilizzando per esempio la licenza Creative Commons. E’ il modo migliore di ottenere visibilità sui social media, dove l’informazione tende a essere diffusa di mouse in mouse. Condividete anche i contenuti che ritenete interessanti ma che sono stati creati da altre persone: è il modo migliore di instaurare relazioni con le persone su Internet e di ottenere credibilità!

PARTECIPARE sempre e dovunque: essere presenti nei principali social network e siti di settore, nei commenti dei blog importanti, farsi trovare anche sui motori di ricerca. Su Internet cercare di portare le persone sul proprio sito per poi comunicare richiede molte più risorse che comunicare direttamente dove le persone sono: inoltre quest’ultima strategia risulta più efficace perché consente di targetizzare i propri modelli comunicativi a seconda delle persone presenti in ogni specifico ambiente virtuale.

DIVERTIRSI è la premessa per fare un buon lavoro sui social media: se ci si preoccupa troppo dei risultati e della strategia si rischia di apparire falsi (la strategia è importantissima ma una volta definita bisogna sciogliersi un po’). Sui social media bisogna essere creativi, disponibili a investire del tempo per parlare davvero con le persone, per guardare video, giocare a videogiochi come questo ed essere aperti a scoprire ogni giorno cose nuove.

Cosa non bisogna fare?

Interrompere, disturbare, urlare, insistere!

Le persone sui social media vogliono divertirsi e parlare con i propri amici, sono disposti ad ascoltare comunicazioni anche commerciali ma se rispondono a criteri permission-based e non in ogni momento! La comunicazione sui social media deve essere divertente e incuriosire lo spettatore, invogliarlo a condividerlo con altri e commentare (per questo i banner non funzionano!). Deve dargli un ruolo attivo e trattarlo da protagonista e complice. Se non si ottiene l’effetto desiderato, insistere non serve a niente anzi potrebbe avere pure conseguenze negative!

Concludo l’articolo mostrandovi questa interessante visione sul social media marketing, che lo vede al centro di tutta l’attività di Internet marketing!

visione sul Social Media Marketing

Michele Polico

Ascoltare e interagire con la Rete

venerdì, 5 dicembre 2008
5 dicembre 2008

Una delle rivoluzioni maggiori del Web 2.0 è il fatto di aver reso pubbliche le conversazioni tra le persone: da sempre la gente parla delle aziende e dei prodotti, dei propri bisogni e desideri, delle proprie passioni, ma le aziende non avevano la possibilità di ascoltarle.

La comunicazione era difficile da gestire perché i feedback erano difficilmente misurabili e basati su aspetti quantitativi. Si pensi ai dati di Auditel, che determinano gli altissimi costi degli spazi media e sui quali i media planner basano buona parte delle loro considerazioni sugli investimenti pubblicitari: sono basati su un campione di solamente 5.000 famiglie (14.000 persone) e raccolgono un dato che si basa sullo stato dell’apparecchio di ricezione del messaggio, e non sullo stato della persona, che si può essere addormentata davanti allo schermo oppure si allontana dalla tv all’inizio della pubblicità, o ancora tiene la tv accesa facendo tutt’altro!

mancata ricezione del messaggio

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La Rete, essendo viceversa un media attivo, consente di conoscere con sempre maggior precisione non soltanto i dati quantitativi ma anche quelli qualitativi. Se apriamo la fan page aziendale su Facebook, per esempio, potremo sapere in tempo reale non soltanto quante persone si sono iscirtte, ma anche e soprattutto CHI sono queste persone. Potremo vedere i loro profili (nei limiti delle loro impostazioni di privacy), potremo cercarli su Google, potremo inviargli comunicazioni broadcasting, targetizzate o one-to-one e ricevere da loro dei feedback: entrare in relazione con le persone reali!

Grazie al Web 2.0 è possibile inoltre il monitoraggio costante e il controllo di tutto ciò che in Rete si dice dell’azienda, dei prodotti, del mercato di riferimento e della concorrenza: non soltanto verificando regolarmente la presenza di alcune parole chiave grazie ad esempio alla ricerca interna in alcuni social network, ma anche aiutati da strumenti di indexing alert come Technorati, Google Alerts o Feedster, che in pratica consentono di ricevere aggiornamenti via rss o e-mail ogni volta che un certo termine o frase da noi scelta appare sul Web.

Tutto questo consente alle aziende di monitorare in tempo reale la Web reputation propria e dei concorrenti, la diffusione di opinioni o atteggiamenti specifici, l’avanzamento di una ricerca, le possibilità di business o qualsiasi altro argomento possa essere rilevante. Inoltre consente di intervenire tempestivamente su una voce o un’opinione, ad esempio con una smentita ufficiale prima della diffusione di un meme che potrebbe avere ripercussioni negative sui propri affari, oppure contribuendo alla diffusione di voci da cui può trarre vantaggio.

conversazione

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Quello che le aziende dovranno valutare attentamente è di quali termini di ricerca vogliono/hanno bisogno di ricevere gli aggiornamenti, in modo da non trascurare informazioni preziose e al tempo stesso non subire un sovraccarico informativo difficile da gestire quotidianamente, e come interagire con la Rete: come per tutte le fasi del social media marketing agire senza consultare un specialista di marketing e Web 2.0 può provocare danni e soprattutto generare inefficienze!

Detto questo, ascoltare la Rete e interagire con essa in generale può migliorare le politiche aziendali e rendere più efficiente la comunicazione esterna: gli strumenti per farlo esistono!

Michele Polico

La comunicazione CON l’utente attraverso il proprio sito

venerdì, 28 novembre 2008
28 novembre 2008

Qualsiasi azienda orientata al servizio e alla soddisfazione del cliente sente l’esigenza di entrare in contatto con i propri clienti: rispondere alle loro domande, comunicare le novità, avviare relazioni, capire cosa nei propri prodotti va migliorato: i motivi sono davvero moltissimi!

donna al pc

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Le modalità per entrare in contatto sul Web sono diverse, e per quanto non sempre le aziende la vedano da questo punto di vista il sito Internet è uno strumento che serve proprio a questo.

Il sito Internet viene spesso utilizzato però soltanto per parlare, e la dimensione dell’ascolto viene emarginata nella pagina contatti, dove l’utente può trovare gli indirizzi per arrivare all’azienda (e-mail, numero di telefono, pagina Facebook, contatto Skype, Messenger ecc..) o un form in cui scrivere (e ricevere la risposta via e-mail).

Premesso che maggiore è il numero di possibilità che si lascia all’utente per venire contattati migliore è il servizio che gli si fa, la cosa veramente importante è la propria presenza: se si lascia un contatto Skype e ci si collega un’ora alla settimana si fa un disservizio, lo stesso se come il 60% delle aziende non si risponde alle e-mail!

In questo post non voglio però parlare dei motivi per cui è importante rispondere alle persone, ma di un metodo ancora poco conosciuto che chi davvero vuole entrare in una sfera relazionale con i visitatori del proprio sito, ed è disposto ad investire del tempo in questo, può utilizzare: MeeboMe!

comunicare con le persone

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MeeboMe è un widget offerto da Meebo, un servizio che consente di utilizzare le diverse applicazioni messenger direttamente dal Web. Attraverso MeeboMe è possibile inserire nel proprio sito un modulo personalizzato attraverso il quale gli utenti possono vedere quando siete online e chattare con voi in privato direttamente dal vostro sito Web!

Oltre a MeeboMe, un widget utile in questo senso è quello di Skype, che consente al visitatore di vedere quando siete connessi. Potete procurarvene uno partendo da qui!
E a proposito di Skype, guardate questo video per capire quanto può essere utile alla vostra azienda!

Michele Polico

Influire sulla propria reputazione online

giovedì, 13 novembre 2008
13 novembre 2008

reputazione online

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La differenza principale tra fare pubblicità sui classici media e fare comunicazione digitale è che nel primo caso quello che noi diciamo di noi stessi corrisponde a tutto quello che di noi viene detto, mentre nel secondo quello che noi diciamo viene ponderato con le opinioni di altri, e spesso chi ascolta dà più credito a un esterno disinteressato che a noi.
Un’altra differenza importante è che se quando si fa pubblicità sui media classici la quantità di persone che ci ascoltano, generalmente misurata in grp, non dipende dalla qualità della nostra comunicazione ma da quella del programma che stiamo interrompendo, in Internet le persone ci ascoltano solo se gli piace quello che stiamo dicendo.
Ancora, sui mezzi di comunicazione classici la comunicazione è monodirezionale, uno-molti e di tipo push, mentre su Internet è polidirezionale, uno-uno, uno-molti, molti-uno, molti-molti e di tipo pull.

Questi profondi cambiamenti possono essere vissuti dalle aziende come una minaccia o come una opportunità, a seconda del tipo di azienda e della sua trasparenza, ma in ogni caso devono essere gestiti con la consapevolezza che se non interveniamo noi a curare la nostra reputazione digitale aprendoci alla conversazione saranno soltanto gli altri a farlo, incidendo chiaramente anche sulla nostra reputazione offline.
Prima di decidere come comunicare in Rete, contenuti e mezzi, appare dunque evidente l’importanza di individuare e analizzare le conversazioni che ci riguardano nei blog, nei forum, nei social network, nelle piattaforme di microblogging e ovunque in Rete si possa parlare di noi.

Non soltanto conoscere le dinamiche del mondo digitale e gli strumenti di ricerca al suo interno (sicuramente nei prossimi post ne presenteremo qualcuno) , ma anche e soprattutto essere in grado di analizzare i risultati delle nostre ricerche e trarne delle indicazioni strategiche per iniziare a influire – gestirla completamente è impossibile – sulla propria reputazione online!

Michele Polico