Organizzare la gestione dei social media in azienda
Martedì, 30 Giugno 2009Uno dei problemi costanti nell’avvio delle attività di social media marketing di ogni azienda è legato all’organizzazione e alla definizione delle personalità e funzioni interne cui affidare questi compiti. Le aziende, abituate un tempo a esternalizzare quasi completamente la comunicazione, si trovano oggi a dover predisporre una struttura interna in grado di affrontare tutta una serie di problematiche legate ai nuovi modelli proposti dai consulenti di Web marketing e imposti dall’evoluzione della tecnologia e della società.
Soprattutto per piccole e medie realtà, i dipendenti sono spesso oberati di lavoro al punto che ipotizzare un loro utilizzo per questi compiti presuppone una importante ridefinizione dei processi e della struttura aziendale, cui va aggiunta spesso la mancata comprensione dell’importanza di questa attività da parte dei singoli individui.
Forrester propone una interessante sintesi per la quale le aziende organizzano il loro approccio ai social media in tre diversi modi: distribuito, in cui ogni gruppo aziendale può creare un proprio programma attorno ai social media senza che vi sia un approccio aziendale integrato, centralizzato, in cui un solo gruppo o una sola persona all’interno dell’azienda si occupa di queste attività, e trasversale, caso in cui viene creato un gruppo interfunzionale che si occupa del social media marketing.

In accordo con Forrester, l’approccio generalmente consigliabile oltre che il più frequente è quest’ultimo, anche se non è possibile definire una organizzazione che vada bene per tutte le realtà e per tutte le strategie editoriali, relazionali e di ascolto.
In ogni caso, è importante rendere il meno burocratico possibile il processo di interazione, che deve rispondere ai tempi della Rete, e quindi lasciare la massima libertà di azione, all’interno di regole predefinite e condivise, a chi deve interagire con le persone.
Michele Polico





