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Twitter marketing: seguire o non seguire le persone?

Mercoledì, 27 Maggio 2009
27 Maggio 2009

Molto spesso si sente dire che le aziende devono iniziare ad utilizzare Twitter, e uno dei consigli principali che si leggono nei blog dedicati al Web e al marketing riguarda il fatto di seguire anche delle persone. Le alternative possibili al Twitter marketing sembrerebbero essere soltanto due: la prima, sbagliata, consisterebbe nell’inviare messaggi broadcasting senza ascoltare la Twittersfera, mentre la seconda, giusta, nel seguire diverse persone e conversare con loro.

Se è chiaro il fatto che il primo di questi approcci sia incoerente con il mezzo, il secondo sistema appare invece un po’ amatoriale: è anche possibile che una azienda possa decidere di seguire gli aggiornamenti di alcune persone, ma solo in casi particolari. Le persone a cui viene notificato di essere seguiti da profili aziendali reagiscono generalmente con diffidenza, e questo perché non ne capiscono il motivo e si sentono “spiati”. Allo stesso modo è vero anche che i profili aziendali senza following vengono visti male, ma il motivo è che spesso a questo corrisponde un uso unidirezionale del mezzo.

marketing su twitter

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Esiste invece una terza via al Twitter marketing, che parte da un concetto molto semplice: Twitter (alle aziende) non serve per seguire delle persone, ma per seguire delle conversazioni: conversazioni riguardo il proprio brand, i propri prodotti, la concorrenza o temi più generali legati al proprio business.

Il modo corretto di utilizzare Twitter per il marketing aziendale è quindi quello sì di conversare, non però soltanto con alcune persone selezionate e su argomenti vari, ma piuttosto su argomenti selezionati e con tutta la Twittersfera. Attraverso un semplice strumento di monitoraggio come dei feed rss delle ricerche con Twitter Search per le keyword di ricerca selezionate, è possibile seguire il flusso dei commenti e delle discussioni che riguardano la propria azienda e su questa decidere una ad una come intervenire.

Oltre al monitoraggio delle conversazioni, le aziende attraverso Twitter possono invitare le persone a richiedere informazioni, ricevendo in questo modo richieste dirette in modo da attivare un vero e proprio centro di ascolto trasparente.

Leggi il mio libro su TWITTER: Twitter Marketing in 140 Tweet

Michele Polico

Il futuro del monitoraggio dei media sociali

Venerdì, 17 Aprile 2009
17 Aprile 2009

Il monitoraggio dei social media, o meglio l’ascolto attivo di quello che le persone attraverso di essi dicono, diviene una pratica sempre più importante per le aziende che vogliono influire sulla propria reputazione.

Attualmente tra gli strumenti a disposizione ve ne sono alcuni molto professionali e costosi – come ad esempio Radian6 o Filtrbox – e altri gratuiti e comunque validi come feed, alert e aggregatori. Al di là dello strumento che si decide di adottare bisogna valutare attentamente e decidere come comportarsi in seguito al monitoraggio, che senza una interazione o un cambiamento da parte dell’azienda diviene una pratica sterile.

Su questi argomenti ho scritto da poco una breve guida per imparare ad usare alcuni strumenti di monitoraggio e comprendere i motivi per cui il marketing dell’ascolto sia così importante, e come le aziende debbano inserirsi nelle conversazioni in Rete. Si tratta di una guida essenziale, che cerca di trasmettere le basi della cultura dell’ascolto, e il download sarà disponibile a partire dalle prossime settimane.

marketing dell'ascolto

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Quello che è certo è che gli strumenti per monitorare i media sociali sono ancora per certi versi rudimentali, e nel futuro avremo a disposizione strumenti più sofisticati. Su questo argomento Marshall Kirkpatrick ha scritto un paio di giorni fa un post davvero interessante, che evidenzia quanto il Web marketing si sia evoluto negli ultimi dieci anni, e quanta strada abbia ancora da compiere.

Se dieci anni fa – scrive Marshall – il ClueTrain Manifesto sosteneva che i mercati sono conversazioni, oggi è più pertinente affermare che le conversazioni sono dei mercati, o ancora che esiste un mercato per il monitoraggio delle conversazioni.

Per quanto riguarda il futuro, se il Web 2.0 ha reso democratica la pubblicazione di contenuti, il prossimo obiettivo da raggiungere è la democratizzazione dell’estrazione delle informazioni – la loro ricerca e il loro monitoraggio.

Per quanto riguarda gli strumenti che avremo a disposizione in futuro, Marshall fa immaginare uno strumento in grado di prelevare qualsiasi informazione sul Web, associandole ad una serie di metadati riguardo la persona che l’ha pubblicata, i suoi amici, i suoi interessi e le sue esperienze: tutto questo disponibile grazie al fatto che le persone navigano la Rete portando con loro i propri dati e i propri profili.

Restiamo in attesa, emozionati!

Michele Polico

UPDATE 17/4  Vincenco Risi mi segnala una interessante tavola rotonda sul monitoraggio dei media sociali organizzata da Nicola Mattina. La data è il 23 giugno a Milano, iscrivetevi tramite il wiki se vi interessa! Aspetto anche te, Rectoverso, eh!

Il nome di un marchio

Giovedì, 26 Febbraio 2009
26 Febbraio 2009

E’ recente la notizia di una cittadina turistica francese che ha deciso di cambiare il proprio nome per venire meglio posizionata su Google. Cercando sui motori Eu, questo il nome della cittadina, tra le prime pagine compaiono soltanto risultati riferiti all’Unione Europea o ai vari siti con estensione .eu, e questo arrecherebbe danni all’economia locale.

posizionamento sui motori: eu cambia nome

Questa storia particolare fa ben riflettere sull’importanza che l’unicità del nome assume sul Web, non soltanto per le mete turistiche ma anche per le persone e soprattutto le aziende. Pensate solo a quanto sia difficile imporsi sui motori per i vari Rossi, Russo e Ferrari rispetto a Polico: è evidente il beneficio che un cognome singolare abbia per un professionista che tiene a farsi rintracciare sui motori.

Lo stesso discorso vale anche e soprattutto per il nome di aziende e marchi, e non soltanto per quanto riguarda il posizionamento sui motori di ricerca ma anche per il monitoraggio della reputazione. Iscriversi ai feed rss del nome dei propri marchi e della propria azienda attraverso i vari strumenti di alert è infatti indispensabile per il successo delle proprie politiche di Web marketing, customer care e brand reputation, ma è evidente come un nome comune renda questo lavoro davvero complesso e provochi uno spreco di risorse.

Il nome dei propri marchi e della propria azienda diventa sempre più importante sul Web: pensateci bene se non volete essere costretti a cambiarlo, anche se a volte – è il caso di Eu – cambiare il proprio nome può dare una grande visibilità!

Michele Polico

Monitorare il posizionamento del proprio sito Internet

Giovedì, 15 Gennaio 2009
15 Gennaio 2009

Ho già parlato in questo blog di quali sono le cose importanti per posizionare un sito, dei vantaggi di un blog per il posizionamento e soprattutto di alcuni concetti di base per capire il senso del posizionamento! Una procedura fondamentale per migliorare la visibilità del proprio sito Internet sui motori di ricerca e quindi raggiungere i propri obiettivi di Web marketing è il monitoraggio dei risultati. Per farlo bisogna innanzitutto stabilire quali sono le principali parole chiave sulle quali è importante posizionarsi per il proprio business, e successivamente verificare l’effettiva posizione del sito sui principali motori per quelle keyword. Vediamo come!

monitorare il posizionamento

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Per capire quali sono le keyword su cui è più importante posizionarsi bisogna verificare quali sono le parole relative al settore di riferimento maggiormente ricercate dagli utenti, e integrare questa analisi con i propri obiettivi specifici. Uno dei principali sistemi per orientarsi sono i suggeritori di parole, tra cui quelli di Google, Yahoo e SEO-book, che mostrano la quantità approssimativa di ricerche effettuate dagli utenti per ogni keyword.

Un altro sistema che aiuta a selezionare parole chiave importanti è quella dell’espansione della query, che consente di capire che associazioni fanno i motori tra parole semanticamente simili e tra sinonimi.

Una volta selezionate le principali parole chiave utili al posizionamento bisogna verificare la loro posizione nei motori. La cosa può essere fatta sia manualmente che in maniera automatica. La verifica manuale è in genere una procedura lunga ma se le parole non sono moltissime può essere utilizzata senza problemi. Per farlo è consigliabile impostare il numero massimo di risultati visualizzati per ogni pagina, che su Google e Yahoo sono 100, effettuare la ricerca e utilizzare lo strumento “Trova” del browser.

In alternativa si possono utilizzare dei software gratuiti che permettono analisi automatiche sul posizionamento, tra cui OS SEO, software da installare su server e Web Ceo, applicativo desktop.

Michele Polico