Articoli marcati con tag ‘posizionamento’

Twingly e il social search

giovedì, 8 gennaio 2009
8 gennaio 2009

twingly

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Tempo fa avevamo parlato di alcuni esperimenti di Google per rendere sociale la ricerca permettendo di votare e commentare i risultati nelle SERP.

Questa funzione è una delle caratteristiche più interessanti di Twingly, motore di ricerca emergente per la blog search che potrebbe di fatto essere preferito ai più popolari Technorati e Google Blog Search, entrambi un po’ in declino negli ultimi periodi.

Twingly è un motore di ricerca davvero interessante, non soltanto per la socialità della ricerca, che permette agli utenti registrati di votare e commentare i risultati, ma anche per alcune caratteristiche molto utili come la ricerca spam-free, la sottoscrizione dei risultati di una ricerca via RSS o e-mail e la loro embeddabilità in un widget, come pure un widget chiamato Twingly Blogstream che visualizza gli ultimi siti che linkano al proprio e che oltre a fornire un servizio interessante agli utenti farebbe aumentare il numero di link ricevuti del 250% migliorando il posizionamento.

Altri servizi offerti da Twingly sono la classifica dei 100 blog più popolari per lingua, che in Italia si aggiunge a quelle di Wikio e Blogbabel, e un profilo pubblico per ogni blog che raccoglie il TwinglyRank e il numero di link e di like ricevuti. Infine sembra riscuotere un certo successo lo screensaver di Twingly, attualmente disponibile soltanto per Windows, che visualizza in tempo reale l’attività globale della blogosfera.

Vedremo quale sarà il futuro di Twingly e del search, sicuramente nel momento in cui i motori di ricerca diventeranno dei social media il social media marketing e la social media optimization acquisiranno sempre maggiore importanza per le aziende.

Michele Polico

Ma i corportate blog funzionano?

lunedì, 22 dicembre 2008
22 dicembre 2008

A chi mi facesse questa domanda risponderei: funzionano per cosa?

Recentemente da più voci si sente dire che i corporate blog sono un fallimento e che le persone non si fidano. I motivi non vanno identificati in questa forma di comunicazione aziendale ma in specifici problemi che le aziende che gestiscono un blog incontrano.

scrivere un blog

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Ecco 4 linee guida per un blog aziendale di successo:

1 – Poniti un obiettivo

Avere un obiettivo è importante per focalizzare il proprio blog e mantenere nel tempo lo stesso argomento, lo stesso livello di approfondimento, la stessa frequenza di pubblicazione in modo da fidelizzare il più possibile i lettori con cui si vuole entrare in contatto.

L’obiettivo ideale per aprire un blog è quello di contattare e mantenere buone relazioni con i propri clienti potenziali, ma anche una generale gestione della reputazione aziendale e l’aumento della awareness sono ottime ragioni per aprire un blog.

2- Ottimizza il tuo blog

L’ottimizzazione di un blog è costituita da una serie di accorgimenti attraverso i quali migliorare la visibilità del proprio blog all’esterno (attraverso i motori di ricerca, nei social network, dovunque possano trovarsi persone interessate) e la gestione interna delle informazioni. Url search engine friendly, link interni, utilizzo dei tag, scelta dei titoli, anchor text sono tutti aspetti da considerare quando si gestisce un blog.

3 – Socializza

Scrivere gli articoli non basta per avere successo: incentiva e rispondi ai commenti, lascia il modo di contattarti in privato e rispondi a chi ti scrive, linka fonti esterne che ritieni interessanti, leggi altri blog e quando hai qualcosa da dire commenta, partecipa nei social network e fatti trovare ovunque. Chi scrive un blog aziendale deve costruire una presenza e una reputazione personale sul Web!

4 – Controlla

Controlla in tempo reale chi parla del tuo blog, i link interni, i blog ai primi posti per le chiavi che ti interessano, i visitatori del tuo blog, le fonti di traffico, i post di maggior successo e utilizza queste informazioni per perfezionare gli obiettivi del tuo blog.

Michele Polico

Social Media Marketing

martedì, 9 dicembre 2008
9 dicembre 2008

Abbiamo già visto cosa sono i social media e quali cambiamenti stanno portando nel modo di concepire il marketing online, ma proviamo a vedere le cose con un po’ più di ordine!

facciamo ordine nel social media marketing

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Innanzitutto: perché è così importante fare social media marketing??

Fare marketing oggi senza agire sui social media significa perdere il controllo sulla propria reputazione: paradossalmente, per quanto uno dei principi del social media marketing è to lose control, la vera perdita di controllo si ha quando non lo si fa! La perdita di controllo consapevole del marketing 2.0 consiste infatti nel lasciare agli utenti la possibilità di creare contenuti legati all’immagine della propria azienda e di condividere (e anche modificare) i contenuti e i significati che l’azienda stessa crea, monitorando quello che viene detto e fatto, accettandolo il più possibile e interagendo con le persone. Non immergersi nel flusso dei media sociali significa invece soltanto non sapere se e cosa viene detto dell’azienda, e quindi creare il proprio marketing sugli altri canali senza conoscere la propria reputazione reale.

Oltre alla perdita di controllo sulla propria reputazione, non fare social media marketing significa non comunicare con una buona fetta della popolazione – quella giovane, che la tv non la guarda e dei siti istituzionali non ne vuole sapere perché vuole stare su Facebook, Messenger e YouTube. Anche per quanto riguarda il sito, il social media marketing è infine un ottimo modo per posizionare il proprio sito.

Fare social media marketing è inoltre indispensabile perché è l’unico tipo di marketing che agisce veramente sulla vostra credibilità e non soltanto a livello di awareness!

social media marketing

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Ma cosa bisogna fare?

ASCOLTARE è la cosa più importante: all’inizio dovrete fare una grande ricerca di partenza per capire chi parla di voi, cosa dice, perché e dove, quali sono gli ambienti Internet più importanti per il vostro mercato e per i vostri clienti. Il materiale potrà essere moltissimo come non essercene, in entrambi i casi bisognerà trarne degli spunti strategici. Dopo questa prima grande ricerca dovrete tenervi sempre aggiornati su quanto viene detto (leggete la guida al marketing dell’ascolto).

ACCETTARE quello che si dice della vostra azienda significa capire che se qualcuno parla male di voi c’è una ragione, e la cosa migliore non è cercare di censurare o nascondere perché non riuscirete, ma è capirne il motivo e migliorarsi: provare a relazionarsi e spiegarsi onestamente con chi si lamenta di voi è un primo passo. Se non siete disposti ad accettare, è meglio che evitiate anche di ascoltare. Ecco cosa è successo a chi ha ascoltato ma non ha accettato!

RISPONDERE quando siete chiamati in causa è la premessa per costruirvi una buona reputazione! Rispondere significa non soltanto replicare quando viene detto qualcosa di sbagliato o falso su di voi, ma anche intervenire per segnalare contenuti interessanti da voi o da altri prodotti che possono integrare una discussione, e infine rispondere alle domande su di voi che vengono poste a voi in particolare ma anche in generale nei forum.

CREARE contenuti di interesse per i vostri clienti e informazioni che vi riguardano significa non soltanto curare al massimo i testi del vostro sito e del vostro blog ma anche creare video, foto e contenuti multimediali in genere.  Potete aprire una canale su YouTube, una televisone vera su Mogulus e un account su Flickr. Potete comunicare anche con Twitter e una buona idea è curare la vostra voce su Wikipedia.

CONDIVIDERE i contenuti che avete creato e lasciare agli altri la libertà di condividerli, utilizzando per esempio la licenza Creative Commons. E’ il modo migliore di ottenere visibilità sui social media, dove l’informazione tende a essere diffusa di mouse in mouse. Condividete anche i contenuti che ritenete interessanti ma che sono stati creati da altre persone: è il modo migliore di instaurare relazioni con le persone su Internet e di ottenere credibilità!

PARTECIPARE sempre e dovunque: essere presenti nei principali social network e siti di settore, nei commenti dei blog importanti, farsi trovare anche sui motori di ricerca. Su Internet cercare di portare le persone sul proprio sito per poi comunicare richiede molte più risorse che comunicare direttamente dove le persone sono: inoltre quest’ultima strategia risulta più efficace perché consente di targetizzare i propri modelli comunicativi a seconda delle persone presenti in ogni specifico ambiente virtuale.

DIVERTIRSI è la premessa per fare un buon lavoro sui social media: se ci si preoccupa troppo dei risultati e della strategia si rischia di apparire falsi (la strategia è importantissima ma una volta definita bisogna sciogliersi un po’). Sui social media bisogna essere creativi, disponibili a investire del tempo per parlare davvero con le persone, per guardare video, giocare a videogiochi come questo ed essere aperti a scoprire ogni giorno cose nuove.

Cosa non bisogna fare?

Interrompere, disturbare, urlare, insistere!

Le persone sui social media vogliono divertirsi e parlare con i propri amici, sono disposti ad ascoltare comunicazioni anche commerciali ma se rispondono a criteri permission-based e non in ogni momento! La comunicazione sui social media deve essere divertente e incuriosire lo spettatore, invogliarlo a condividerlo con altri e commentare (per questo i banner non funzionano!). Deve dargli un ruolo attivo e trattarlo da protagonista e complice. Se non si ottiene l’effetto desiderato, insistere non serve a niente anzi potrebbe avere pure conseguenze negative!

Concludo l’articolo mostrandovi questa interessante visione sul social media marketing, che lo vede al centro di tutta l’attività di Internet marketing!

visione sul Social Media Marketing

Michele Polico

Posizionamento, blog e coda lunga

martedì, 2 dicembre 2008
2 dicembre 2008

coda lunga

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La coda lunga (long tail) è un concetto che Chris Anderson, direttore di Wired, ha coniato nel 2004 a proposito di alcuni business e caratteristiche del Web e la cui forma non assomiglia affatto a quella del colibrì qua sopra. In parole semplici il concetto è questo: se prima del Web era necessario sviluppare business verticali, soddisfando solamente i segmenti di domanda quantitativamente più numerosi, con il Web inizia ad avere senso sviluppare business sulle nicchie, a patto che si riesca a soddisfarle tutte attraverso un approccio orizzontale: è il caso di un certo tipo di e-commerce in stile Amazon e Lulu per intenderci. Rispondere alle richieste del singolo consumatore, on demand, inizia ad essere possibile e vantaggioso se si riescono a soddisfare tutti i segmenti di domanda!

long tail

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Ok! Cosa c’entra questo con i blog e il posizionamento?

Se il concetto classico di posizionamento era basato su una selezione dei segmenti di utenti (selezione di un numero più o meno limitato di keywords, quindi di query e di utenti), il blog offre al posizionamento una serie di contenuti sempre nuovi, diversi e aggiornati che gli spider analizzano e che sono in grado di rispondere a query poco popolari in ottica long tail: insignificanti singolarmente ma significative nel loro insieme.

E’ questo il motivo per cui, anche a prescindere dai blog, è fondamentale che un sito sia ricco di contenuti e soprattutto che essi siano gestiti in maniera strategica!

Michele Polico

Motori di ricerca sociali

giovedì, 27 novembre 2008
27 novembre 2008

I social media non sono un insieme di ambienti a parte sul Web ma sono destinati a trasformare ogni aspetto di Internet: dai siti ai banner ai motori di ricerca. Se è vero come è vero che le persone sono più adatte di un algoritmo per determinare quali siti rispondono maggiormente a una domanda e quali in generale presentano contenuti migliori, non ci sono motivi per cui i motori di ricerca non dovrebbero sfruttare questa possibilità!

Per questo Google ha avviato a partire dallo scorso dicembre alcuni esperimenti attraverso i quali capire come inserire un sistema di valutazione degli utenti all’interno delle SERP in grado di modificarne i risultati stessi.

Ecco un video che ci mostra l’esperimento Edit Search Results lanciato in Luglio di quest’anno. I partecipanti potevano in pratica spostare i risultati delle SERP, nasconderli o commentarli.

Da poco è invece partito un esperimento chiamato Google Search Wiki: ad alcuni utenti è stata attivata la funzione che permette di spostare i risultati, eliminarli, commentarli o aggiungere un sito alla SERP. Per quanto le modifiche hanno effetto per ora solamente sul proprio account, è possibile prevedere o ipotizzare gli sviluppi di questi esperimenti!

Come saranno allora i motori di ricerca tra un paio d’anni? Potremo spostare i risultati più in basso o in alto, potremo votarli e commentarli?
E quali saranno gli sviluppi lato marketing e lato SEO?

Di sicuro le aziende dovranno prestare maggiore attenzione ai contenuti dei propri siti, se già non lo stanno facendo: il rischio sarà altrimenti quello di essere tra i primi nelle SERP ma con una serie di commenti negativi!

Michele Polico