Articoli marcati con tag ‘reputazione’

Il pay per post: come sbagliare in Rete

Martedì, 27 Gennaio 2009
27 Gennaio 2009

Recentemente nella blogosfera si è discusso molto riguardo una strategia di marketing considerata scorretta dalla maggior parte dei blogger: il pay per post! Questo approccio consiste nel chiedere a uno o più blogger di scrivere un post su un prodotto o un’azienda dietro pagamento, e spesso senza dire che il post è stato pagato.

pay per post

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I motivi per cui è meglio non utilizzare questo approccio alla Rete riguardano il rischio di perdere la reputazione: se una azienda riuscisse infatti a selezionare dei blogger consenzienti migliorerebbe di sicuro la propria reputazione, almeno nei confronti dei lettori di quei blog, ma se invece come è più probabile i blogger denunciassero il fatto in Rete la reputazione dell’azienda calerebbe in modo vertiginoso. La diffusione virale della notizia sarebbe molto maggiore nel secondo caso, e riconquistare la fiducia sarebbe difficile. Se l’azienda è poco conosciuta, con il pay per post potrebbe aumentare la propria notorietà, soprattutto nel caso in cui i blogger denunciassero in Rete la proposta, ma probabilmente non ne godrebbe i vantaggi.

Perché dunque una azienda dovrebbe adottare questa tattica, rischiando di perdere la propria reputazione? Il motivo è probabilmente legato ad una poca conoscenza delle dinamiche della Rete, e in particolare della blogosfera.

Una azienda che conosce le dinamiche di Internet capisce che i risultati migliori non si ottengono cercando di prezzolare i blogger, ma immergendosi nella conversazione in maniera trasparente: come ho detto più volte, è questo il senso del social media marketing!

Michele Polico

Ma i corportate blog funzionano?

Lunedì, 22 Dicembre 2008
22 Dicembre 2008

A chi mi facesse questa domanda risponderei: funzionano per cosa?

Recentemente da più voci si sente dire che i corporate blog sono un fallimento e che le persone non si fidano. I motivi non vanno identificati in questa forma di comunicazione aziendale ma in specifici problemi che le aziende che gestiscono un blog incontrano.

scrivere un blog

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Ecco 4 linee guida per un blog aziendale di successo:

1 – Poniti un obiettivo

Avere un obiettivo è importante per focalizzare il proprio blog e mantenere nel tempo lo stesso argomento, lo stesso livello di approfondimento, la stessa frequenza di pubblicazione in modo da fidelizzare il più possibile i lettori con cui si vuole entrare in contatto.

L’obiettivo ideale per aprire un blog è quello di contattare e mantenere buone relazioni con i propri clienti potenziali, ma anche una generale gestione della reputazione aziendale e l’aumento della awareness sono ottime ragioni per aprire un blog.

2- Ottimizza il tuo blog

L’ottimizzazione di un blog è costituita da una serie di accorgimenti attraverso i quali migliorare la visibilità del proprio blog all’esterno (attraverso i motori di ricerca, nei social network, dovunque possano trovarsi persone interessate) e la gestione interna delle informazioni. Url search engine friendly, link interni, utilizzo dei tag, scelta dei titoli, anchor text sono tutti aspetti da considerare quando si gestisce un blog.

3 – Socializza

Scrivere gli articoli non basta per avere successo: incentiva e rispondi ai commenti, lascia il modo di contattarti in privato e rispondi a chi ti scrive, linka fonti esterne che ritieni interessanti, leggi altri blog e quando hai qualcosa da dire commenta, partecipa nei social network e fatti trovare ovunque. Chi scrive un blog aziendale deve costruire una presenza e una reputazione personale sul Web!

4 – Controlla

Controlla in tempo reale chi parla del tuo blog, i link interni, i blog ai primi posti per le chiavi che ti interessano, i visitatori del tuo blog, le fonti di traffico, i post di maggior successo e utilizza queste informazioni per perfezionare gli obiettivi del tuo blog.

Michele Polico

Social Media Marketing

Martedì, 9 Dicembre 2008
9 Dicembre 2008

Abbiamo già visto cosa sono i social media e quali cambiamenti stanno portando nel modo di concepire il marketing online, ma proviamo a vedere le cose con un po’ più di ordine!

facciamo ordine nel social media marketing

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Innanzitutto: perché è così importante fare social media marketing??

Fare marketing oggi senza agire sui social media significa perdere il controllo sulla propria reputazione: paradossalmente, per quanto uno dei principi del social media marketing è to lose control, la vera perdita di controllo si ha quando non lo si fa! La perdita di controllo consapevole del marketing 2.0 consiste infatti nel lasciare agli utenti la possibilità di creare contenuti legati all’immagine della propria azienda e di condividere (e anche modificare) i contenuti e i significati che l’azienda stessa crea, monitorando quello che viene detto e fatto, accettandolo il più possibile e interagendo con le persone. Non immergersi nel flusso dei media sociali significa invece soltanto non sapere se e cosa viene detto dell’azienda, e quindi creare il proprio marketing sugli altri canali senza conoscere la propria reputazione reale.

Oltre alla perdita di controllo sulla propria reputazione, non fare social media marketing significa non comunicare con una buona fetta della popolazione – quella giovane, che la tv non la guarda e dei siti istituzionali non ne vuole sapere perché vuole stare su Facebook, Messenger e YouTube. Anche per quanto riguarda il sito, il social media marketing è infine un ottimo modo per posizionare il proprio sito.

Fare social media marketing è inoltre indispensabile perché è l’unico tipo di marketing che agisce veramente sulla vostra credibilità e non soltanto a livello di awareness!

social media marketing

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Ma cosa bisogna fare?

ASCOLTARE è la cosa più importante: all’inizio dovrete fare una grande ricerca di partenza per capire chi parla di voi, cosa dice, perché e dove, quali sono gli ambienti Internet più importanti per il vostro mercato e per i vostri clienti. Il materiale potrà essere moltissimo come non essercene, in entrambi i casi bisognerà trarne degli spunti strategici. Dopo questa prima grande ricerca dovrete tenervi sempre aggiornati su quanto viene detto (leggete la guida al marketing dell’ascolto).

ACCETTARE quello che si dice della vostra azienda significa capire che se qualcuno parla male di voi c’è una ragione, e la cosa migliore non è cercare di censurare o nascondere perché non riuscirete, ma è capirne il motivo e migliorarsi: provare a relazionarsi e spiegarsi onestamente con chi si lamenta di voi è un primo passo. Se non siete disposti ad accettare, è meglio che evitiate anche di ascoltare. Ecco cosa è successo a chi ha ascoltato ma non ha accettato!

RISPONDERE quando siete chiamati in causa è la premessa per costruirvi una buona reputazione! Rispondere significa non soltanto replicare quando viene detto qualcosa di sbagliato o falso su di voi, ma anche intervenire per segnalare contenuti interessanti da voi o da altri prodotti che possono integrare una discussione, e infine rispondere alle domande su di voi che vengono poste a voi in particolare ma anche in generale nei forum.

CREARE contenuti di interesse per i vostri clienti e informazioni che vi riguardano significa non soltanto curare al massimo i testi del vostro sito e del vostro blog ma anche creare video, foto e contenuti multimediali in genere.  Potete aprire una canale su YouTube, una televisone vera su Mogulus e un account su Flickr. Potete comunicare anche con Twitter e una buona idea è curare la vostra voce su Wikipedia.

CONDIVIDERE i contenuti che avete creato e lasciare agli altri la libertà di condividerli, utilizzando per esempio la licenza Creative Commons. E’ il modo migliore di ottenere visibilità sui social media, dove l’informazione tende a essere diffusa di mouse in mouse. Condividete anche i contenuti che ritenete interessanti ma che sono stati creati da altre persone: è il modo migliore di instaurare relazioni con le persone su Internet e di ottenere credibilità!

PARTECIPARE sempre e dovunque: essere presenti nei principali social network e siti di settore, nei commenti dei blog importanti, farsi trovare anche sui motori di ricerca. Su Internet cercare di portare le persone sul proprio sito per poi comunicare richiede molte più risorse che comunicare direttamente dove le persone sono: inoltre quest’ultima strategia risulta più efficace perché consente di targetizzare i propri modelli comunicativi a seconda delle persone presenti in ogni specifico ambiente virtuale.

DIVERTIRSI è la premessa per fare un buon lavoro sui social media: se ci si preoccupa troppo dei risultati e della strategia si rischia di apparire falsi (la strategia è importantissima ma una volta definita bisogna sciogliersi un po’). Sui social media bisogna essere creativi, disponibili a investire del tempo per parlare davvero con le persone, per guardare video, giocare a videogiochi come questo ed essere aperti a scoprire ogni giorno cose nuove.

Cosa non bisogna fare?

Interrompere, disturbare, urlare, insistere!

Le persone sui social media vogliono divertirsi e parlare con i propri amici, sono disposti ad ascoltare comunicazioni anche commerciali ma se rispondono a criteri permission-based e non in ogni momento! La comunicazione sui social media deve essere divertente e incuriosire lo spettatore, invogliarlo a condividerlo con altri e commentare (per questo i banner non funzionano!). Deve dargli un ruolo attivo e trattarlo da protagonista e complice. Se non si ottiene l’effetto desiderato, insistere non serve a niente anzi potrebbe avere pure conseguenze negative!

Concludo l’articolo mostrandovi questa interessante visione sul social media marketing, che lo vede al centro di tutta l’attività di Internet marketing!

visione sul Social Media Marketing

Michele Polico

Influire sulla propria reputazione online

Giovedì, 13 Novembre 2008
13 Novembre 2008

reputazione online

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La differenza principale tra fare pubblicità sui classici media e fare comunicazione digitale è che nel primo caso quello che noi diciamo di noi stessi corrisponde a tutto quello che di noi viene detto, mentre nel secondo quello che noi diciamo viene ponderato con le opinioni di altri, e spesso chi ascolta dà più credito a un esterno disinteressato che a noi.
Un’altra differenza importante è che se quando si fa pubblicità sui media classici la quantità di persone che ci ascoltano, generalmente misurata in grp, non dipende dalla qualità della nostra comunicazione ma da quella del programma che stiamo interrompendo, in Internet le persone ci ascoltano solo se gli piace quello che stiamo dicendo.
Ancora, sui mezzi di comunicazione classici la comunicazione è monodirezionale, uno-molti e di tipo push, mentre su Internet è polidirezionale, uno-uno, uno-molti, molti-uno, molti-molti e di tipo pull.

Questi profondi cambiamenti possono essere vissuti dalle aziende come una minaccia o come una opportunità, a seconda del tipo di azienda e della sua trasparenza, ma in ogni caso devono essere gestiti con la consapevolezza che se non interveniamo noi a curare la nostra reputazione digitale aprendoci alla conversazione saranno soltanto gli altri a farlo, incidendo chiaramente anche sulla nostra reputazione offline.
Prima di decidere come comunicare in Rete, contenuti e mezzi, appare dunque evidente l’importanza di individuare e analizzare le conversazioni che ci riguardano nei blog, nei forum, nei social network, nelle piattaforme di microblogging e ovunque in Rete si possa parlare di noi.

Non soltanto conoscere le dinamiche del mondo digitale e gli strumenti di ricerca al suo interno (sicuramente nei prossimi post ne presenteremo qualcuno) , ma anche e soprattutto essere in grado di analizzare i risultati delle nostre ricerche e trarne delle indicazioni strategiche per iniziare a influire – gestirla completamente è impossibile – sulla propria reputazione online!

Michele Polico