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OKnotizie: promuovere i propri contenuti sul Web!

mercoledì, 7 gennaio 2009
7 gennaio 2009

Una delle modalità principali per promuovere i propri contenuti in Rete è il social newsmaking: che voi abbiate pubblicato una news nel vostro sito, un post nel vostro blog, un comunicato stampa, un articolo di article marketing, o che abbiate trovato un articolo che parla bene della vostra azienda o dei vostri prodotti potete contribuire alla sua diffusione tra le persone in questo modo!

Il social newsmaking, che viene a torto spesso confuso con il social bookmarking, nasce nel 2004 con Digg, un sito nel quale chiunque può pubblicare e linkare notizie trovate nel Web e votare quelle pubblicate dagli altri. In base al numero dei voti e ad un particolare algoritmo che dà un peso diverso a seconda dell’utente che vota e della sua interazione con le notizie, Digg restituisce in home page le notizie più interessanti.

In Italia il principale servizio di social newsmaking è OKnotizie. Per quanto ce ne siano diversi altri – diggita, upnews, ziczac, faiinformazione, kipapa… – è per certi aspetti preferibile concentrarsi principalmente su OKnotizie, oltre che per la quantità di utenti e la visibilità in SERP anche per la più rapida modalità di sottoposizione delle notizie.

oknotizie: promuovere le news

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Arrivare e restare in home page per diverso tempo in un sito di social newsmaking significa ricevere moltissime visite al proprio sito e per questo in molti cercano di capire come sfruttare questa possibilità. OKnotizie, per evitare che comportamenti scorretti influenzino la qualità del servizio, utilizza due tipi di algoritmi, uno che determina come le notizie vengono ordinate in base ad una serie di parametri e l’altro che determina in che misura ciascun voto può essere considerato attendibile dal sistema.

Nonostante questo, spesso si sente parlare di qualche “trucchetto” per guadagnare posizioni, come ad esempio farsi votare da persone “amiche” (non creare più account perché OKnotizie verifica l’IP) e incominciare discussioni nei commenti con loro. Per quanto effettivamente lavorando a questo obiettivo si possa riuscire a scalare posizioni, a meno che nel proprio sito non si venda pubblicità non può questo essere considerato un obiettivo di marketing.

Essendo OKnotizie infatti un sito generalista le notizie di maggior successo riguardano argomenti di interesse generale (politica, sport, gossip), e anche se si riuscisse ad alterare la posizione della propria notizia, a meno che non riguardi quei temi non porterebbe traffico qualificato e probabilmente abbasserebbe la qualità dei commenti. Lasciare che ogni notizia faccia il suo corso in maniera spontanea è forse la cosa migliore!

Una possibilità invece interessante è quella di creare un gruppo di OKnotizie, ovvero un ambiente completamente separato dal sito principale, con la propia home page e una sezione di ultimissime, che può di fatto avere una community di utenti completamente separata da oknotizie. L’unico modo in cui un gruppo può interagire con il sito generale è la possibilità che una notizia del gruppo emerga in home page.

Per crearne uno è sufficiente disporre di 100 punti karma (un punteggio personale proporzionale al proprio grado di successo nel sito, che non influisce sulla popolarità delle notizie ma che consente, oltre che di creare un gruppo, anche di diventare poweruser) oppure richiederlo qua.

Michele Polico

Wiki e Internal Marketing

martedì, 23 dicembre 2008
23 dicembre 2008

Tutti noi conosciamo Wikipedia, l’enciclopedia più grande e aggiornata che ci sia! Su Wikipedia troviamo informazioni praticamente su ogni cosa, e se una voce non c’è la possiamo creare! In linea teorica Wikipedia potrebbe contenere tutta l’informazione disponibile al mondo. Questo è possibile perché Wikipedia è basata sulla filosofia e sulla tecnologia Wiki, che consente a chiunque di contribuire alla stesura dei contenuti.

wiki

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Ma cos’è Wiki??

Un Wiki è un insieme di pagine in cui diversi utenti collaborano alla stesura dei contenuti, integrando, modificando o eliminando i contributi precedenti. Nei Wiki ogni modifica viene archiviata cronologicamente, in modo da permettere il ripristino di versioni precedenti in caso di errori o abusi.

Ma se le potenzialità di Wikipedia stanno nell’apertura e nella condivisione di questa tecnologia con tutti, ogni azienda la può utilizzare per ottenere invece uno spazio collaborativo riservato all’interno: un ottimo strumento per la collaborazione e per la condivisione e gestione della conoscenza interna.
Un Wiki interno semplifica la maggior parte delle attività svolte in azienda, permettendo ai membri di un team di aggiornarsi e confrontarsi sullo svolgimento di un progetto, lo studio di un prodotto o la situazione di un cliente, permettendo la collaborazione a distanza e rendendo il know-how aziendale indipendente dalle singole persone.

Ma come si crea un Wiki?

Chiunque voglia creare un Wiki può utilizzare diversi prodotti. Il più famoso e completo è MediaWiki, software open source installabile su server sviluppato da WikiMedia Foundation, l’organizzazione non-profit che ha creato Wikipedia. Se non si vuole gestire direttamente un software si possono utilizzare servizi online come PbWiki e WikiSpaces: basta creare un account su uno di questi servizi per creare il proprio Wiki. Interessante è anche cl1p.net, che consente di creare pagine Wiki come questa senza neanche bisogno di registrarsi.

Michele Polico

P.S. i prossimi post nel 2009!

Partecipation marketing: rispondi alle domande su Yahoo Answers!

venerdì, 19 dicembre 2008
19 dicembre 2008

Posizionarsi sui motori di ricerca significa essere i primi a rispondere ad una richiesta di informazioni di un utente: ma se l’utente esprime il suo bisogno in un forum?

partecipation marketing

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Molto spesso si investono risorse in posizionamento e non si svolgono attività di presidio dei forum, con le quali si possono dare informazioni precise e personalizzate ad utenti interessati e sui quali si hanno maggiori informazioni, oltre che attirare traffico al proprio sito.

Oltre agli eventuali forum settoriali, un forum generico fondamentale da presidiare per la sua enorme diffusione e per la puntuale presenza nelle SERP di Google e soprattutto di Yahoo è Yahoo! Answers.

Ma come fare un corretto utilizzo di marketing di Yahoo! Answers?

Innanzitutto è consigliabile usare i feed RSS: ci si può iscrivere alle nuove domande di una specifica categoria o anche ai risultati di una propria ricerca avanzata. In questo modo si risponde in maniera tempestiva alle domande in tema con la propria attività e non si perde tempo a controllare sul sito.

Poi è molto importante il contenuto delle risposte che si danno: devono soddisfare la domanda ed essere professionali e precise. Volendo si possono inserire link nella risposta, ma è meglio inserirli soltanto tra le fonti. Nello spazio “fonti” oltre ai link, che comunque in Yahoo Answers hanno attributo NoFollow, è buona norma firmarsi come persona o come azienda in modo da essere rintracciabili e da conferire fiducia!

Per dare maggior visibilità alle domande cui si risponde si può accendere la stella, mentre per dare più importanza alle proprie risposte le si può votare (in pochi votano le risposte ma questa è una possibilità importante per chi fa marketing).

Il miglior modo di usare Yahoo Answers è allora quello di cercare di essere utili e di ottenere il riconoscimento della propria utilità. L’utilizzo da farne è in termini di costruzione di visibilità, reputazione e di traffico sul proprio sito!

Michele Polico

Un social network dalla struttura debole

venerdì, 12 dicembre 2008
12 dicembre 2008

Nell’ultimo periodo in Rete si è parlato molto di drop.io, un servizio 2.0 lanciato circa un anno fa che definire storage o file sharing appare limitato.

Drop.io è un servizio che permette di condividere qualsiasi file (fino a 100 M nella versione free) in maniera privata: basta scegliere un indirizzo tipo drop.io/nomescelto e caricare i file: per condividerli basta inviare la URL del proprio drop alle persone cui si vogliono mostrare i file, e per maggior sicurezza è possibile anche proteggerlo con password. Solo attraverso la URL esatta e la password sarà possibile accedere ai drop, che saranno completamente invisibili ai motori di ricerca. Inoltre i drop hanno una durata limitata nel tempo che si può stabilire a seconda delle esigenze, da “un giorno da adesso” per annullare il margine di rischio già minimo che un file privato venga intercettato fino a “un anno dall’ultima visualizzazione” per documenti che ha senso mantenere nel tempo. Fino a quando il drop non verrà eliminato sarà possibile aggiungere nuovi file, note o link, così come permettere che altri ne aggiungano. Drop.io inoltre non richiede registrazione né indirizzi e-mail (ma è possibile ricevere le notifiche via mail, come pure via RSS, sms, twitter o facebook) e anche inviare nuovi file al drop via mail all’indirizzo nomedrop@drop.io). Inoltre si possono modificare in qualsiasi momento le caratteristiche dei propri drop, eliminarli e visualizzare il numero degli accessi! Infine, drop.io consente di impostare una cifra che i visitatori devono pagare ogni volta che desiderano accedere al drop, oppure una fee che gli consenta di visitarlo per un certo periodo di tempo!

Interessanti e particolari sono gli utilizzi che di drop.io si possono fare: attualmente ci sono gruppi di preghiera o agricoltori che lo utilizzano per scopi puramente privati, ma ci sono drop anche molto noti come Daily Source Code di Adam Curry, il quale lo utilizza per ricevere feedback e raccogliere materiale dai suoi ascoltatori. Per saperne di più guardate questa video intervista a Sam Lassin, CEO di drop.io, realizzata da Robin Good su drop.io.

A livello aziendale invece gli utilizzi che si possono fare di drop.io sono diversi: dall’internal marketing fino ad arrivare alla progettazione di qualche azione di marketing virale drop-based!

Vi consiglio di leggere anche l’analisi molto interessante di Roldano De Persio su drop.io, che arriva a considerare drop.io come l’anti-facebook: un social network dalla struttura debolissima ma con utenti che hanno legami forti tra loro, a differenza di Facebook che ha una struttura forte ma i cui utenti hanno legami più deboli!

Michele Polico

I modi in cui il marketing può utilizzare Twitter

mercoledì, 10 dicembre 2008
10 dicembre 2008

twitter per il marketing aziendale

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Come ormai abitudine di questo blog, ecco un video di Commoncraft su Twitter tradotto in italiano. Se non sapete cosa sia Twitter, guardatelo prima di leggere il post!

Lanciato nel Giugno 2006 da Evan Williams, Twitter è il più popolare servizio di microblogging. In poche parole con Twitter è possibile aggiornare il proprio profilo 140 caratteri alla volta tramite l’interfaccia del sito stesso o applicazioni basate sulla sua API, ma anche via SMS, instant messaging, o e-mail. Gli aggiornamenti di ogni utente vengono quindi mandati a tutti gli utenti che hanno deciso di riceverli tramite il sito di Twitter o via instant messaging, SMS, RSS, e-mail e tramite le applicazioni disponibili per varie piattaforme.

Con Twitter è dunque possibile informare in real time tutti coloro che ci seguono, ed essere informati da chi seguiamo: non solo su cosa si stia facendo ma anche informazioni e comunicazioni di altro genere, individuali o aziendali!

Perché utilizzare Twitter per il marketing aziendale?

Spesso si parla di quanto con Twitter sia facile estendere, annunciare, costruire.. ma la dimensione attiva rappresenta solo una parte dell’utilizzo di Twitter. Questo strumento consente anche e soprattutto di ascoltare in maniera efficiente ed economica quanto si dice sugli argomenti che ci interessano.

Con Twitter, quindi, si può parlare per:

  • estendere o integrare la comunicazione Web dell’azienda
  • dare una voce umana all’azienda
  • pubblicare notizie e aggiornamenti sull’azienda e i prodotti
  • lanciare offerte speciali disponibili per gli utenti Twitter
  • condividere link
  • creare del buzz
  • aggiornare sullo svolgimento di un evento in tempo reale
  • vendere

E ascoltare per:

  • verificare periodicamente la propria Web reputation
  • svolgere attività di CRM
  • ricevere informazioni utili per il proprio business
  • ricevere comunicazioni dirette da parte dei clienti

Ma come utilizzare Twitter per il marketing aziendale?

  • Creare un account aziendale, oppure degli account personali di chi lavora all’interno dell’azienda, è un primo importante passo per comunicare con gli utenti Web.
  • Non tutti utilizzano Twitter, e integrare il proprio profilo nella homepage del proprio sito consente di raggiungere anche i non utilizzatori con comunicazioni che potrebbero interessare loro. Twitter, per la sua brevità, consente di comunicare in maniera leggera, e anche chi visita il vostro sito potrebbe apprezzare la leggerezza dei vostri twitt!
  • Oltre a questo, si può inserire sotto ogni sezione del proprio sito il bottone “Twitt this” attraverso il quale gli utenti possono condividere i contenuti del vostro sito direttamente in Twitter (lo trovate sotto ogni articolo in questo blog - è il terzultimo).
  • Come in Facebook, anche in Twitter si possono sviluppare delle applicazioni grazie alle API messe a disposizione.
  • Attraverso una selezione accurata delle persone da seguire si possono ricevere informazioni utili sul proprio business, sui concorrenti o sui propri clienti.

Twitter è semplice, utile e gratuito: perché non iniziare ad usarlo?

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Leggi il mio libro su TWITTER: Twitter Marketing in 140 Tweet

MIchele Polico