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Le differenze tra il social media marketing e il marketing virale: facciamo chiarezza!

Martedì, 20 Gennaio 2009
20 Gennaio 2009

Per quanto sia il social media marketing che il marketing virale utilizzano i social media e stimolano il passaparola sono due approcci molto diversi sul piano degli obiettivi, dei metodi e dei sistemi di valori dai quali nascono: facciamo chiarezza!

Intanto gli obiettivi: il social media marketing ha come obiettivo la costruzione di relazioni e di contatti di qualità, lo scambio con gli interlocutori su basi etiche. Il passaparola non è l’obiettivo del social media marketing ma un effetto del valore percepito dalle persone per i contenuti creati.

social media marketing

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Il viral marketing invece punta proprio al passaparola per aumentare l’awareness di un marchio o per creare attorno ad esso del brusio, gli obiettivi sono spesso misurati in termini quantitativi. La creazione di relazioni è vista allora non più come obiettivo, ma come mezzo per aumentare il passaparola!

viral marketing

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Il social media marketing vede la comunicazione come bidirezionale, utilizza la pratica dell’ascolto e si pone nella maniera più aperta e trasparente possibile. Soltanto attraverso la trasparenza può costruire la fiducia alla base della propria reputazione. Il viral marketing utilizza invece le persone come untori virali, utili soltanto a propagare la comunicazione in più direzioni ma senza ritorno alla sorgente.

Il social media marketing è un approccio a lungo termine, l’impegno necessario è relativamente costante e le relazioni costruite vengono mantenute nel tempo. Il marketing virale invece è un approccio con il quale si cerca di creare rumore attorno a una azienda in un periodo determinato. Il social media marketing è basato sul permesso, sul rispetto e sull’etica. Il marketing virale cerca di imporre la propria viralità, sconfinando a volte nello spam.

Entrambi i tipi di marketing sono interessati e possono essere utilizzati, a volte anche in maniera coordinata, per perseguire diversi obiettivi. Molto spesso le strategie su Internet si pongono a metà tra i due,  è bene comunque avere chiare le idee sui principali aspetti che li distinguono!

Michele Polico

Facebook marketing: Chris Max di Vodafone

Mercoledì, 14 Gennaio 2009
14 Gennaio 2009

Dopo i casi di marketing su Facebook di Volagratis, Youbuy e Burger King parliamo oggi della fan page di Chris Max realizzata da Vodafone prima di Natale.

chris max su facebook

Chris Max si presenta al pubblico attraverso la propria fan page come un personaggio divertente e generoso: pubblica video e foto simpatici, scherza in bacheca e nell’area discussioni con le persone e utilizza gli eventi per regalare la Christmas Card Messaggi a tutti quelli che consentono l’accesso all’applicazione “Ma quanto ci stai dentro?“  e svolgono un breve test.

La campagna virale di Vodafone su Facebook è davvero creativa, e punta a raccogliere informazioni sugli utenti attraverso l’applicazione. Le applicazioni di Facebook infatti consentono a chi le ha create di accedere alle informazioni presenti nei profili di chiunque le utilizzi, alle sue foto, alle informazioni dei suoi amici e ad altri contenuti.

Ma se gli aspetti ideativi e realizzativi della campagna sono stati davvero ben curati, altri aspetti sono stati forse trascurati: come mai la pagina ha meno di 4.000 fan? Mi sembra un numero molto basso su Facebook per una campagna virale realizzata da Vodafone, considerando che gli iscritti italiani sono oltre 5 milioni e che il parco vicino a casa mia ne ha 2.000! E in effetti dell’operazione in Rete si è parlato davvero poco, su Liquida si trovano appena un centinaio di risultati se si cerca “chris max”, e già tra i primi ci sono articoli che non lo riguardano. I video su Youtube non ci sono: come mai nessuno li ha messi? Dalla pagina Facebook non si possono scaricare e si possono condividere soltanto sul proprio profilo, esattamente il contrario di quanto direbbe di fare un seeder!

E anche per quanto riguarda alcune opportunità offerte dai social media, come la possibilità di instaurare una relazione di lungo termine con le persone, Vodafone per il momento non sembra interessata a sfruttarle: Chris Max ha infatti il 3 gennaio salutato tutti con questo messaggio: “Ciao baby.. non so preciso quando ma torno per voi amici in 2009! ora faccio un po’ di snowboard con mio cane! Snowboard è nostra passione! Sono mooolto felice voi pensate a me! See u soon!”.

Probabilmente Chris Max tornerà a farsi sentire, ma per il momento mi è sembrata una campagna mordi e fuggi. Attendo con curiosità gli sviluppi di una operazione interessante ma di cui fatico a comprendere gli obiettivi reali!

Michele Polico

Il marketing su YouTube: soluzioni pubblicitarie, presenza aziendale, video virali e advergaming

Lunedì, 15 Dicembre 2008
15 Dicembre 2008

YouTube è la prima piattaforma di Video Sharing apparsa in Rete: in poche parole consente di caricare dei video, editarli direttamente online, commentarli e condividerli in siti esterni o blog copiaincollando il codice embedded o l’url del video.

Come tutti i social media, anche YouTube cerca di fare della pubblicità il proprio business principale, e offre diverse soluzioni per la visibilità aziendale.

Oltre ai classici banner (rettangolo grande o skyscraper largo in tutte le posizioni del sito, oppure multimediali in formato ad espansione e download non aggressivo in aree limitate) YouTube offre la possibilità di inserire un annuncio video in home page (quel video grande sulla destra che all’apertura del sito parte in modalità sound off, con il componente più in alto che se cliccato linka al sito esterno dell’inserzionista). Gli annunci video possono essere inseriti anche nelle pagine delle categorie e in quelle dei risultati di ricerca. Un’altra alternativa sono gli annunci invideo, che vengono inseriti all’ interno dei video per 10 secondi ma che possono essere saltati dall’utente.

Su YouTube è inoltre possibile creare dei canali brandizzati, che sono dei veri e propri canali aziendali personalizzati ma che per il loro costo risultano poco accessibili alla maggior parte delle aziende italiane. Dei casi italiani di branded channel su YouTube sono Rai, Enel e Radio Deejay.  Una alternativa al canale branded sono i canali normali, che ogni persona e azienda può aprire gratuitamente per pubblicare i propri video.

Indipendentemente dalle soluzioni pubblicitarie proposte, se una azienda produce video farebbe bene a pubblicarli anche su YouTube (e negli altri principali siti di video sharing) in modo da riuscire potenzialmente a raggiungere più persone. Ma un canale su YouTube può essere utile anche alle aziende che non producono video: esse possono infatti creare un vlog con i video degli altri utenti in tema con i propri prodotti, selezionare i video preferiti, commentare video degli utenti o aggiungerli come amici attivando in questo modo delle relazioni.

Ma le potenzialità di YouTube più interessanti sono sicuramente quelle legate al marketing virale.

Con i video virali, un vero e proprio format, una azienda o un marchio può raggiungere un numero elevatissimo di persone semplicemente sfruttando il passaparola, il word of mouse o attirando i mass media.

Raggiungere le persone attraverso il marketing virale (di cui magari approfondiremo in uno o più post a parte) è molto più efficace ed efficiente che attraverso la classica propaganda pubblicitaria: il messaggio viene infatti veicolato da amici, o comunque persone reali e spesso conosciute, che risultano disinteressate e credibili.

Ma come creare un video virale??

Essendo il passaparola il motore principale della diffusione di un video, il contenuto è senz’altro fondamentale: deve essere divertente, deve sorprendere, deve regalare emozioni o essere sexy. Qual è il motivo per cui una persona decide di condividere e diffondere un video? Questo video deve comunicare qualcosa sulla persona che decide di ridistribuirlo, deve essere inoltre in grado di rafforzare il legame emozionale tra le persone, quasi fosse un dono che il mittente fa al ricevente. Oppure deve integrare un contenuto, come ad esempio un post di un blog.

Ma il contenuto non è l’unica cosa importante. Per viralizzare un video bisogna realizzare una strategia di posizionamento e Web marketing adeguata. Dan Ackerman Greenberg, fondatore dell’agenzia di viral marketing The Comotion Group, ha pubblicato il 22 novembre 2007 un articolo in cui svela i suoi segreti per infettare un video, e il video qua sotto li riassume in maniera sintetica.

Secondo Ackerman, oltre al contenuto è molto importante che il video sia breve, semplice da modificare per eventuali parodie e senza claim pubblicitario diretto. Perché sia visibile è importante cercare di raggiungere la pagina most view del giorno di Youtube. Per questo può essere utile chiedere ai blogger più influenti, se necessario anche pagandoli, di inserire il codice embedded del video, creare diversi account nei forum e parlare del video, dicuterne da soli, inserire commenti con il codice embedded sugli space più in vista su Myspace, inviare il video ai contatti e-mail, condividere ovunque. Può essere utile inoltre ottimizzare il titolo, utlizzando termini sticky, e i thumbnail, inserendo nelle giuste posizioni fotogrammi di elevata qualità e che stimolino il click (una donna senza veli per esempio può aiutare). Infine Ackerman suggerisce di creare diversi account anche per Youtube e inventarsi discussioni realistiche e divertenti sul video.

Recentemente YouTube, aggiungendo la possibilità di inserire nei video annotazioni, commenti interattivi e link, ha aperto la strada all’advergaming: qui sotto uno degli esperimenti in questo senso di Hexolabs.

Michele Polico