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Beppe Grillo, il papa e il ministro dell’istruzione pubblica

Mercoledì, 4 Febbraio 2009
4 Febbraio 2009

I social media sono un ambiente di scambio in cui attivare e mantenere relazioni, un ambiente in cui donare la propria conoscenza e le proprie informazioni e accedere a quelle degli altri, un insieme di spazi di co-creazione. Utilizzarli esclusivamente come strumenti broadcast è davvero riduttivo e forse controproducente!

Tutto questo non sembra ancora essere chiaro a molte aziende e istituzioni!

Beppe Grillo ha da pochi giorni aperto un account su Twitter, lo trovate qui! Lo utilizza esclusivamente come l’ennesimo ripetitore della propria voce, senza ascoltare quanto hanno da dire le altre persone. Se ne è parlato qua.

Il vaticano ha deciso di utilizzare YouTube. In questo video il papa spiega di considerarlo una via per diffondere in forme nuove la propria voce. Di ascolto non parla, e infatti ha disabilitato le votazioni e non approva i commenti.

Migliore invece la presentazione del canale YouTube del ministro dell’istruzione Gelmini, che parla di confronto, accoglimento di idee, proposte, critiche e di cambiamento. Nei fatti però il ministro non risponde ai commenti (e nemmeno li modera quando volgari), e imposta come preferiti soltanto video di cui è protagonista.

Entrare nei social media significa essere disposti a prestare attenzione alle persone!

Michele Polico

Il marketing su YouTube: soluzioni pubblicitarie, presenza aziendale, video virali e advergaming

Lunedì, 15 Dicembre 2008
15 Dicembre 2008

YouTube è la prima piattaforma di Video Sharing apparsa in Rete: in poche parole consente di caricare dei video, editarli direttamente online, commentarli e condividerli in siti esterni o blog copiaincollando il codice embedded o l’url del video.

Come tutti i social media, anche YouTube cerca di fare della pubblicità il proprio business principale, e offre diverse soluzioni per la visibilità aziendale.

Oltre ai classici banner (rettangolo grande o skyscraper largo in tutte le posizioni del sito, oppure multimediali in formato ad espansione e download non aggressivo in aree limitate) YouTube offre la possibilità di inserire un annuncio video in home page (quel video grande sulla destra che all’apertura del sito parte in modalità sound off, con il componente più in alto che se cliccato linka al sito esterno dell’inserzionista). Gli annunci video possono essere inseriti anche nelle pagine delle categorie e in quelle dei risultati di ricerca. Un’altra alternativa sono gli annunci invideo, che vengono inseriti all’ interno dei video per 10 secondi ma che possono essere saltati dall’utente.

Su YouTube è inoltre possibile creare dei canali brandizzati, che sono dei veri e propri canali aziendali personalizzati ma che per il loro costo risultano poco accessibili alla maggior parte delle aziende italiane. Dei casi italiani di branded channel su YouTube sono Rai, Enel e Radio Deejay.  Una alternativa al canale branded sono i canali normali, che ogni persona e azienda può aprire gratuitamente per pubblicare i propri video.

Indipendentemente dalle soluzioni pubblicitarie proposte, se una azienda produce video farebbe bene a pubblicarli anche su YouTube (e negli altri principali siti di video sharing) in modo da riuscire potenzialmente a raggiungere più persone. Ma un canale su YouTube può essere utile anche alle aziende che non producono video: esse possono infatti creare un vlog con i video degli altri utenti in tema con i propri prodotti, selezionare i video preferiti, commentare video degli utenti o aggiungerli come amici attivando in questo modo delle relazioni.

Ma le potenzialità di YouTube più interessanti sono sicuramente quelle legate al marketing virale.

Con i video virali, un vero e proprio format, una azienda o un marchio può raggiungere un numero elevatissimo di persone semplicemente sfruttando il passaparola, il word of mouse o attirando i mass media.

Raggiungere le persone attraverso il marketing virale (di cui magari approfondiremo in uno o più post a parte) è molto più efficace ed efficiente che attraverso la classica propaganda pubblicitaria: il messaggio viene infatti veicolato da amici, o comunque persone reali e spesso conosciute, che risultano disinteressate e credibili.

Ma come creare un video virale??

Essendo il passaparola il motore principale della diffusione di un video, il contenuto è senz’altro fondamentale: deve essere divertente, deve sorprendere, deve regalare emozioni o essere sexy. Qual è il motivo per cui una persona decide di condividere e diffondere un video? Questo video deve comunicare qualcosa sulla persona che decide di ridistribuirlo, deve essere inoltre in grado di rafforzare il legame emozionale tra le persone, quasi fosse un dono che il mittente fa al ricevente. Oppure deve integrare un contenuto, come ad esempio un post di un blog.

Ma il contenuto non è l’unica cosa importante. Per viralizzare un video bisogna realizzare una strategia di posizionamento e Web marketing adeguata. Dan Ackerman Greenberg, fondatore dell’agenzia di viral marketing The Comotion Group, ha pubblicato il 22 novembre 2007 un articolo in cui svela i suoi segreti per infettare un video, e il video qua sotto li riassume in maniera sintetica.

Secondo Ackerman, oltre al contenuto è molto importante che il video sia breve, semplice da modificare per eventuali parodie e senza claim pubblicitario diretto. Perché sia visibile è importante cercare di raggiungere la pagina most view del giorno di Youtube. Per questo può essere utile chiedere ai blogger più influenti, se necessario anche pagandoli, di inserire il codice embedded del video, creare diversi account nei forum e parlare del video, dicuterne da soli, inserire commenti con il codice embedded sugli space più in vista su Myspace, inviare il video ai contatti e-mail, condividere ovunque. Può essere utile inoltre ottimizzare il titolo, utlizzando termini sticky, e i thumbnail, inserendo nelle giuste posizioni fotogrammi di elevata qualità e che stimolino il click (una donna senza veli per esempio può aiutare). Infine Ackerman suggerisce di creare diversi account anche per Youtube e inventarsi discussioni realistiche e divertenti sul video.

Recentemente YouTube, aggiungendo la possibilità di inserire nei video annotazioni, commenti interattivi e link, ha aperto la strada all’advergaming: qui sotto uno degli esperimenti in questo senso di Hexolabs.

Michele Polico